Sindaco e Giunta – con in testa gli assessori Grazioli e Marino – sono d’accordo e il popolo rivano non solo lo è, ma non aspettava altro da sei lunghissimi anni: le tre sculture contemporanee collocate sul lato nord della Rocca, davanti al Canale, alle mura veneziane e all’andirivieni di anatre, folaghe e cavedani, cambieranno destinazione, uscendo da un contesto da molti ritenuto assolutamente inadatto all’arte dei nostri giorni. Manca solo l’autorizzazione della Provincia, ma non dovrebbe essere un problema: quindi sia la «Ballerina» (di Paolo Minoli), che «Il Fuso» (di Alessandra Bonoli) e la «Scultura di viaggio» (di Bruno Munari) dovrebbero presto cambiare aria. La destinazione non è ancora certa, ma pare che una possa spostarsi sull’altro lato del parco della Rocca (dove gli spazi sono più illimitati), un’altra davanti al Palacongressi e l’ultima, infine, ai giardini di Porta Orientale (ex Tennis). Giordano Michelotti, che sulle sculture aveva fatto una malattia, torna a vivere.
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Imminente il trasferimento delle tre sculture che per sei anni i rivani hanno denifrato
Dalla Rocca ai dintorni: senza rimpianti
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