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Lions Club Valsabbia: a Gavardo l’apertura dell’anno sociale tra archeologia e le scoperte del Monte Budellone

Il Lions Club Valsabbia inaugura ufficialmente la propria annata associativa giovedì 17 settembre a Gavardo con una serata articolata in due momenti distinti, unendo la valorizzazione del patrimonio storico locale all’esplorazione del territorio nei pressi del Lago di Garda. L’appuntamento prevede una visita culturale guidata all’interno del polo espositivo del Museo Archeologico della Valle Sabbia, seguita da una conferenza pubblica dedicata ai recenti rilievi speleologici condotti sul massiccio montuoso condiviso con Prevalle.

Il programma della serata inaugurale del sodalizio

Le attività promosse dal club prendono il via alle 19.15 presso la sede museale situata in piazza De Medici 27. I soci e gli ospiti dell’associazione partecipano a un percorso guidato tra le sale espositive dell’istituto, al termine del quale è allestito un momento conviviale con aperitivo.

Dalle 20.45 l’evento si sposta nella Sala Bruni Conter, aprendosi alla partecipazione di tutti i cittadini per la presentazione del volume intitolato “Le grotte del Monte Budellone. Gavardo-Prevalle (Bs)”. Durante l’incontro, lo speleologo Massimo Pozzo espone le attività di indagine sul campo e il proprio percorso professionale nell’ambito della ricerca ipogea.

Il patrimonio del Museo Archeologico della Valle Sabbia

La sede museale di Gavardo, collocata in un antico immobile storicamente appartenuto alla Curia Vescovile, custodisce le testimonianze dell’evoluzione umana e materiale dell’area valsabbina e della sponda gardesana occidentale, coprendo un arco temporale che va dal Paleolitico Medio, circa centomila anni fa, fino all’epoca post-rinascimentale.

Il percorso espositivo comprende reperti provenienti da contesti archeologici cardine del comprensorio:

  • L’insediamento di Monte Covolo, frequentato dal tardo Neolitico alla Media età del Bronzo, caratterizzato da ripari sepolcrali dell’età del Rame, cave di selce e un santuario celtico posto sulla sommità.
  • I contesti palafitticoli dell’età del Bronzo del bacino del Lucone di Polpenazze, inseriti nel patrimonio UNESCO dell’arco alpino, da cui derivano manufatti organici ben conservati come falcetti lignei, teli in lino, ceramiche, tavolette enigmatiche e il calco di una piroga monossile.
  • La necropoli romana del Lugone di Salò, con sepolture a inumazione e cremazione datate tra il primo e il quarto secolo dopo Cristo.

Il patrimonio della struttura continua ad arricchirsi grazie alle campagne di scavo e ai rinvenimenti coordinati sul territorio con il contributo del Gruppo Grotte Gavardo.

Lo studio speleologico e le nuove cavità sul Monte Budellone

La pubblicazione al centro della conferenza illustra gli esiti di un programma di censimento, esplorazione e cartografia coordinato da Massimo Pozzo con il lavoro congiunto delle realtà Agartis Odv e Underland. Il lavoro di ricerca ha permesso di individuare dodici nuove cavità prima sconosciute, che vanno ad affiancare le diciotto strutture documentate nell’ultimo secolo di rilevamenti, raggiungendo un reticolo sotterraneo di circa due chilometri complessivi.

Tra gli ambienti descritti figurano il Buco del Frate, cavità a quota 250 metri nel territorio di Prevalle esplorata originariamente dallo speleologo Corrado Allegretti, e il sito del Büs dei Lader, noto per i ritrovamenti di epoca preistorica collegati alla presenza dell’uomo di Neandertal. Le ricerche e i dati documentati nel volume a colori sono stati affiancati da un’opera filmica documentaria proiettata nel mese di luglio.

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