domenica, Giugno 16, 2024
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Dal 25 giugno si sale fino a 1900 metri

A Costabella in seggiovia

«Riapriremo sabato 25 giugno». L’annuncio lo dà l’avvocato Marco Bisagno, e probabilmente erano in molti a non credere che lui e i suoi collaboratori in un anno ce l’avrebbero fatta a rimettere in funzione gli impianti di risalita di Prada. «La data è quella, salvo grossi imprevisti», s’affretta a chiarire il presidente della Prada-Costabella, la società che ha realizzato il rinnovo delle strutture baldensi, ma dal tono della voce si capisce che è scaramanzia: la ragionevole aspettativa è che di imprevisti non ce ne siano. Del resto, sin qui sono state bruciate le tappe. Perché mai la marcia dovrebbe fermarsi al rush finale? «Gli impianti», spiega Bisagno, «assumeranno il nome ufficiale di Prada-Monte Baldo, dato che consentiranno di godere appieno le meraviglie di questa montagna, grazie a una bidonvia biposto e una seggiovia che, dai mille metri di Prada, porteranno a quota 1.900. La gestione sarà affidata a un’associazione temporanea di imprese, che ha come presidente Ennio Peretti». «Il trasporto», aggiunge l’avvocato, con una dichiarazione che potrebbe esser ripresa in un futuro depliant turistico, «avverrà fra il blu del Garda, che si ammira dall’alto, e l’azzurro del cielo, dalle praterie alle vette, fra boschi di faggi e castagni. Per chi ama la natura e la vita all’aria aperta si presenteranno numerose opportunità di suggestive passeggiate ed escursioni sulla mostra montagna, che offre uno dei più bei panorami del nord Italia: un arco di montagne dalle Prealpi all’Adamello. E soprattutto si può godere quasi per intero della vista del lago, col suo caratteristico profilo». L’impegno per arrivare alla riapertura degli impianti di risalita di Prada, essenziali per l’economia della zona, è stato notevole. Non solo finanziariamente. Bisagno ci ha messo praticamente impegno a tempo pieno, sostenuto dai suoi tre consiglieri: Cipriano Castellani, ex sindaco di San Zeno e da poco anche presidente della Comunità montana, e i due rappresentanti di Brenzone, Luigi Giramonti e Carlo Veronesi. Il tutto in una società, la Prada-Costabella, proprietaria degli impianti ma strutturalmente ridotta all’osso: niente dipendenti, per non pesare sui costi. «L’obiettivo», dice il presidente della Prada-Costabella, «abbiamo potuto conseguirlo grazie al contributo economico della Regione, della Provincia e della Camera di commercio di Verona e con il sostegno, non solo finanziario, delle amministrazioni comunali di San Zeno di Montagna e Brenzone, entrambe titolari del 50 per cento della Prada-Costabella. Il nostro programma prevedeva tre fasi: prima l’acquisto degli impianti, poi l’affidamento degli appalti per ammodernare la struttura e infine la consegna della gestione a terzi. Com’è facile immaginare, abbiamo trovato non poche difficoltà di realizzazione, anche per i tempi record che ci eravamo dati, visto che volevamo aprire prima della stagione estiva. Ma ora siamo giunti in via di ultimazione di un’opera che arricchisce il comprensorio, in particolare sotto il profilo turistico».

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