giovedì, Gennaio 29, 2026
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Il presidente Sanson spiazza i bresciani: la società di gestione può attendere ma Verona è pronta a investire. «Basta contese, Montichiari è lo scalo italiano che può crescere di più»

Aeroporto, la concessione resta al Catullo

Sornione, pragmatico e di poche parole, Ferdinando Sanson, da circa un anno presidente della «Catullo spa», l’azienda veronese che gestisce gli aeroporti di Villafranca e Montichiari. Non fa molti giri di parole, non si esprime in politichese ma, da buon imprenditore, erede della professionalità e del prestigio che ha reso grande l’azienda di famiglia, famosa per i gelati (è anche vicepresidente della Camera di commercio di Verona). Sa andar diritto al cuore del problema.

E così è stato anche l’altra sera nel salone convegni dell’Eurocongressi Hotel di Cavaion, davanti all’assemblea del Rotary club di Peschiera e del Garda Veronese. Tema della serata un argomento-chiave sotto il profilo economico e turistico per tutta l’area del basso lago, dove convivono splendidamente imprenditoria alberghiera e artigianale. L’area guarda con concreta attenzione allo sviluppo delle due piste aeroportuali più vicine, appunto Villafranca e Montichiari.

Lo sviluppo del sistema aeroportuale del Garda

Le due piste sono gestite da un’unica società che guarda allo Sviluppo del Sistema Aeroportuale del Garda. L’argomento che Sanson ha trattato stimolando le domande di imprenditori e giornalisti bresciani e veronesi. Sorrideva sotto i baffi con esplicita soddisfazione, quando ha enumerato i successi in questi anni della «Catullo spa». Gli aeroporti sono considerati tra i migliori in Italia per il servizio ai passeggeri e per la rapidità di salita e discesa, oltre al ritiro dei rispettivi bagagli.

Manifestava soddisfazione anche per il rinnovo della concessione aerea su Montichiari, ottenuta dal ministero dei Trasporti per almeno tre anni. Quella di Montichiari era una questione rimasta in sospeso sei mesi e alcune fonti la davano per sicura «in cassaforte ai bresciani». «Ma ora occorre una svolta» – ha detto il presidente –. Dobbiamo accelerare lo sviluppo del D’Annunzio di Montichiari. Vanta l’area disponibile più ampia di ogni altro aeroporto italiano. È pronta per espandere i servizi di cargo center, voli charter e qualche volo di linea.

Stanno investendo uomini e risorse, contro l’idea di «far morire Montichiari» come alcuni hanno accusato. «Saremmo dei pazzi» – ha sottolineato Sanson –. Il futuro dei mercati veneti e lombardi è proprio lì e dobbiamo unire le forze, respingendo contese politiche o personalistiche. Queste stesse polemiche hanno impedito ai bresciani, in cinquant’anni, di convertire una pista piena di erbacce in un aeroporto civile degno di nome.

Progetti e questioni sulla gestione aeroportuale

Gli uomini della «Catullo» ci sono riusciti, ha aggiunto il presidente. In sei mesi hanno aperto, con 60 miliardi, la seconda pista e l’hanno inaugurata nel marzo ’99 alla presenza del primo ministro Massimo D’Alema. Un’altra domanda riguarda la società di gestione del D’Annunzio. «Attendo segnali da Brescia» – ha aggiunto Sanson –. So che i presidenti delle Province di Brescia (Cavalli) e di Verona (Merlin) devono incontrarsi per superare alcune incomprensioni.

Le stesse che hanno impedito ai soci bresciani del «Catullo» (Provincia e Camera di commercio) di votare il bilancio nell’assemblea di giugno. La questione riguarda la messa in soffitta della nuova società di gestione, poiché Brescia (incluso il Comune) desidera più visibilità e un equilibrio delle quote.

E la nuova compagnia aerea bresciana Air Italy? «Stiano all’erta» – suggerisce Sanson –. È facile avviarla, ma anche facile farla fallire rapidamente. Intanto si cercano altre aree di business, come gli hangar-officina per le compagnie aeree. Queste potrebbero tenere a Montichiari i loro aeromobili, soprattutto jet nuovi, in parcheggio.

Progetti di riconversione e sviluppo futuro

Sull’argomento della riconversione delle aree occupate dai militari, Sanson ha spiegato: «Una riconversione che comporterebbe un costo enorme per la nostra società a Villafranca, figurarsi per la futura trasformazione di Ghedi». Per crescere, sarà necessario immettere grandi capitali, anche esteri, come quelli della Sea di Milano. Questa società sembra voler trasferire a Montichiari il settore cargo attualmente a Malpensa.

La serata, partecipata anche dal Rotary di Brescia Sud-Est-Montichiari, si è svolta con la presenza del neo presidente, Francesco Puccio, accompagnato dalla moglie Elisabetta Gnutti. Un ospite speciale ha invitato Sanson a un incontro simile a Montichiari, che probabilmente si terrà nel mese di ottobre.

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