Il Minicio come fognatura a cielo aperto? È quanto temono sindaci, dirigenti delle aziende di gestione dei collettori sublacali, del Genio civile e del Magistrato delle Acque dopo il decreto emanato dal responsabile del settore ecologia della Provincia che autorizza il depuratore consortile a scaricare i propri residui direttamente nel Mincio anziché nel canale Seriola, perché questa sarebbe ormai troppo inquinata.
Decisone e reazioni sulla gestione delle acque
«L’ordinanza è datata 30 dicembre scorso», spiega il sindaco Umberto Chincarini. «Di fronte alle perplessità che abbiamo sollevato ci è stato risposto che il tecnico è stato, per così dire, costretto “per legge” ad adottare il provvedimento viste le condizioni in cui si trova attualmente il Seriola, il canale che funge da raccoglitore degli scarichi depurativi».
«Ma questa idea non è accettabile: orientare diversamente gli scarichi in modo da farli finire direttamente nel Mincio non può essere una soluzione; significherebbe solo che di qui a qualche tempo ci ritroveremmo con un fiume così importante ridotto come è adesso il Seriola, che, occorre sottolineare, da quando esiste il depuratore, non è mai stato pulito».
Chincarini ha così convocato per ieri mattina il sindaco di Valeggio, rappresentanti del Genio civile e del nucleo operativo del Magistrato delle Acque, dell’Azienda gardesana Servizi e del Garda 1 e il direttore del depuratore consortile.
«All’incontro erano stati invitati anche esponenti della Provincia e dell’ARPAV di Verona che, però, non si sono presentati», commenta con amarezza il sindaco di Peschiera. «I presenti hanno convenuto sulla necessità di adottare un diverso intervento tecnico che vada a bonificare la Seriola, a partire dalla diga di Salionze sino al depuratore consortile situato nel nostro Comune».
Progetti e rischi ambientali
«Una soluzione già prevista da un progetto del Consorzio di Bonifica Adige-Garda, cui la Regione ha delegato la competenza della Seriola, per un importo di quattro miliardi: evidentemente il provvedimento, che deve essere autorizzato dalla Autorità di Bacino del Po, non è in sintonia con quello ipotizzato dal dirigente del Settore Ecologia della Provincia, ma ci sembra l’unico attuabile a meno di accettare l’idea di un vero disastro ambientale».
I liquami prodotti dal depuratore non producono inquinamento chimico bensì biologico. «E il depuratore è già pronto per scaricare questi reflui nel Mincio: per questo l’incontro con i vari tecnici si è concluso con la sottoscrizione di una lettera indirizzata al presidente della Provincia, con la richiesta di un incontro urgente e di rivedere il decreto emanato a dicembre».
Richieste e prospettive future
«Inoltre», sottolinea Chincarini, «gli abbiamo domandato di interessarsi per accelerare gli interventi sulla Seriola, che, come ho detto, non è mai stata pulita da quando è diventata il canale di raccolta degli scarichi del depuratore».
Il sindaco di Peschiera auspica che Merlin accetti di incontrare una delegazione entro questa settimana. «La Provincia non può continuare a gestire le emergenze senza tener conto delle reali esigenze del territorio in cui queste si manifestano o vanno ad incidere, e anche la nostra è un’area che merita maggiore attenzione. Sulla gestione di temi così delicati, forse si può accettare, pur non comprendendolo, un disimpegno finanziario, ma quello ambientale», conclude Chincarini, «risulterebbe del tutto inammissibile».


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