domenica, Maggio 26, 2024
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Ambiente e territorio: diventa esecutivo il regolamento contro lo smaltimento incontrollato

E’ entrato in vigore mercoledì 29 gennaio, a Desenzano del Garda, il provvedimento comunale, già approvato nel Consiglio del 20 dicembre 2019: 11 articoli che consentiranno agli uffici di avere report dettagliati sui soggetti e sulle modalità dello smaltimento dei fanghi e sul loro relativo utilizzo agronomico. Previste sanzioni fino a 5mila euro per gli illeciti accertati.

E’ diventato esecutivo da pochi giorni il “Regolamento Comunale sull’utilizzo agronomico di ammendanti e correttivi ottenuti da processi che prevedono l’utilizzo di rifiuti o fanghi di depurazione”.

L’obiettivo è quello di monitorare l’utilizzo agronomico dei fanghi di depurazione: un utilizzo che, grazie al nuovo documento, verrà sottoposto ad una serie di controlli e di limitazioni, a tutela dei campi desenzanesi e soprattutto della salute dei cittadini.

Nella fattispecie, l’atto, è composto da 11 articoli ed è consultabile sul sito comunale nella sezione “Atti e Documenti” all’interno dei “Regolamenti comunali”. Riassumendo i principi che animano il regolamento, per quanto riguarda i primi due articoli, sono stati specificati i campi di applicazione e le finalità dell’utilizzo degli ammendanti e dei correttivi utilizzati (art.1), oltre alle definizioni dei materiali interessati negli smaltimenti (art.2).

Si entra poi nel vivo con i punti 3 (requisiti per l’utilizzo), 4 (modalità di trasporto) e 5 (modalità di distribuzione): l’idoneità di tali caratteristiche viene verificata dagli uffici comunali tramite la presentazione di specifici documenti da parte dell’agronomo o del perito agrario interessato.

L’elenco delle situazioni in cui vige il divieto di utilizzo dei materiali sono citate negli articoli 6 e 7, mentre il punto 8 interessa la comunicazione: infatti il soggetto che effettua lo spandimento ha l’obbligo di notificare con 10 giorni d’anticipo l’inizio delle operazioni trasmettendo la mail alla Polizia Locale e all’Ufficio ecologia per le dovute verifiche.

Gli articoli finali (9,10 e 11) sono invece dedicati alla vigilanza e alle sanzioni applicabili su chi vìola il regolamento: si va da un minimo di 500 fino ad un massimo di 5.000 euro di ammenda per gli illeciti accertati.

 

 

 

 

 

 

 

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