sabato, Febbraio 24, 2024
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Grana dopo le dimissioni dell’assessore. Sotto accusa l’impianto elettrico e i cibi precotti freddi

Asilo di Maguzzano i genitori all’attacco

Prima grana da risolvere per il sindaco lonatese , nelle vesti di assessore alla Cultura e Pubblica istruzione dopo la rinuncia alla delega – come anticipato ieri – da parte di Alessandra Fontana. Riguarda la scuola materna di Maguzzano, aperta dal Comune per far fronte alle esigenze, visto che gli asili del capoluogo non erano più in grado di rispondere alla crescita demografica della cittadina. Il vecchio edificio comunale, da anni abbandonato, posto proprio di fronte all', era stato sistemato e accoglie una sezione con 28 bambini. A denunciare i problemi legati alla mensa scolastica è la rappresentante dei genitori, Cinzia Simioni, che è anche membro della commissione mensa del Comune. L'ultimo incontro tra il sindaco e la signora Simioni, che avrebbe dovuto sbloccare la situazione, risale al 29 gennaio. «Purtroppo a tutt'oggi abbiamo avuto solo promesse. Nonostante la storia si trascini ormai da mesi, gli innumerevoli appelli rivolti all'Ufficio scolastico e una verifica effettuata dall'Asl – spiega la delegata dei genitori – il cibo che viene fornito è freddo, non di ottima qualità, ma scadente, e certe volte non rispetta la tabella nutrizionale, nel senso che viene fornita per un certo numero di giorni sempre la stessa pietanza, frutta invariata per una settimana o più, formaggio, ove indicato, sempre dello stesso tipo, non consono all'alimentazione dei bambini». Il problema della temperatura del cibo precotto è invece legato allo scaldavivande – «inadeguato» -, per cui si sarebbe deciso di passare dall'attuale fornitura monoporzione alla pluriporzione, con l'adeguamento del locale cucina e con un nuovo scaldavivande. Il Comune ha già provveduto alla fornitura dell'attrezzatura necessaria per la cucina, «che però risulta initulizzabile, in quanto l'impianto elettrico dell'edificio non consente di sopportare il carico di tali elettrodomestici. Non solo, anche lo scalda acqua elettrico funziona a fasi alterne, per lo stesso motivo. L'attuale impianto è in grado di sopportare solo 3 chilowatt, aumentare la potenza vuol dire a mettere mano a tutta la rete elettrica…». Insomma, è come un cane che si morde la coda. Senza un intervento radicale, i piatti che alla somministrazione dovrebbero avere una temperatura compresa tra i 60 e i 65 gradi (lo scrive l'Asl nel verbale di ispezione) in realtà vengono serviti intorno ai 45-55 gradi. «Sull'aspetto della qualità – continua la signora Simioni – certamente influisce anche la scelta fatta dal Comune di fornire cibo già tagliato a pezzi. La stessa ditta che effettua il servizio ha spiegato che questo influisce negativamente». Alla lettera consegnata a mano al sindaco il 29 gennaio ha fatto seguito in questi giorni una raccolta di firme tra i genitori. E non mancano anche le prime reazioni politiche. Valerio Silvestri, di Forza Italia, preannuncia una interpellanza urgente al sindaco per capire «come mai la scuola di Maguzzano non sia stata sottoposta prima dell'apertura al rifacimento e messa a norma dell'intero impianto elettrico. Perché sia stato preferito il taglio del cibo e non la normale porzione. Forse perché il Comune vuole risparmiare anche sul personale? Affidando la somministrazione dei pasti solo ad un'unica persona, per neanche due ore? Invece di propagandare questo asilo sul notiziario come il non plus ultra per il panorama, per l'aria buona, non si è pensato neanche di metterlo seriamente a norma!».

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