L’endometriosi rappresenta una sfida sanitaria significativa per circa 3 milioni di donne in Italia, interessando circa il 10% della popolazione in età fertile. Spesso erroneamente derubricata a semplice dolore mestruale, questa patologia cronica e invalidante richiede una diagnosi precoce tempestiva per evitare anni di sofferenza silenziosa e danni permanenti. In occasione dell’Open Week della Fondazione Onda, l’ASST Garda ha promosso un incontro pubblico a Sirmione, con il patrocinio dell’amministrazione comunale e dell’associazione A.P.E., per illustrare i moderni percorsi di cura attivati sul territorio del Lago di Garda e sensibilizzare la cittadinanza su una condizione che può manifestarsi fin dall’adolescenza.
Il superamento dei tabù culturali e il ritardo diagnostico
Uno dei principali ostacoli alla gestione dell’endometriosi è l’eccessivo tempo che intercorre tra la comparsa dei primi sintomi e la certificazione clinica della malattia. Questo ritardo è alimentato da una radicata tendenza culturale a normalizzare il dolore durante il ciclo, oltre alla natura spesso ambigua dei sintomi, che possono simulare disturbi intestinali o urologici. Se in passato era necessario ricorrere alla chirurgia anche solo per confermare un sospetto, oggi l’approccio è radicalmente mutato, puntando su tecniche meno invasive e su una maggiore consapevolezza clinica sin dai primi segnali.
Le dichiarazioni delle autorità locali e sanitarie
L’iniziativa ha visto il coinvolgimento diretto delle istituzioni locali e dei vertici sanitari. Luisa Lavelli, sindaco di Sirmione, ha sottolineato l’importanza dell’evento: “Ringrazio ASST Garda per aver reso possibile questo importante momento di informazione e consapevolezza, che si inserisce nel percorso intrapreso a conferma di una presenza sempre più attiva sul territorio, attraverso la promozione di incontri e approfondimenti come quello dedicato all’endometriosi. Un impegno concreto che testimonia la volontà di rafforzare il legame con la cittadinanza, promuovendo attività di prevenzione e sensibilizzazione. Il Tavolo della Salute si conferma uno strumento fondamentale di confronto tra ambito sociale e sanitario, capace di cogliere e interpretare al meglio i bisogni del territorio e di portare all’attenzione della comunità temi spesso sottovalutati”.
Sulla stessa linea, Roberta Chiesa, Direttore Generale di ASST Garda, ha ribadito il valore del dialogo con l’utenza: “E’ da sottolineare l’importanza degli incontri pubblici per sensibilizzare e informare le persone sulla diagnosi precoce delle malattie. Questi eventi non solo educano le donne sui sintomi e le opzioni di trattamento, ma favoriscono anche un dialogo aperto e il supporto reciproco. Insieme, possiamo migliorare la qualità della vita delle pazienti e ridurre i tempi di diagnosi”.
Le nuove frontiere della diagnostica non invasiva
L’evoluzione tecnologica sta trasformando radicalmente la gestione della patologia. A Desenzano del Garda, l’approccio clinico punta sulla precisione degli esami strumentali. Luca Orazi, Direttore della Ginecologia di Desenzano, ha spiegato: “Oggi siamo aiutati nella diagnosi dalla disponibilità di strumenti ecografici avanzati ed esami eseguiti da specialisti con cultura della patologia. Individuare la malattia in modo non invasivo e precoce è possibile. E’ inoltre possibile anche definire con notevole accuratezza quali organi pelvici vengono interessati dalla malattia. E’ importante ricordare che l’ascolto della donna è il cardine della presa in carico di questa malattia. Non serve un approccio aggressivo in sala operatoria, ma medici saggi che possono offrire percorsi di diagnosi e cura personalizzati”.
Un modello terapeutico multidisciplinare
L’ASST Garda ha presentato a Sirmione un protocollo di cura che integra diverse competenze professionali, superando la visione puramente ginecologica:
- Supporto Psicologico: Essenziale per contrastare l’isolamento sociale e la svalutazione del dolore che molte donne esperiscono nei contesti familiari, scolastici o lavorativi.
- Nutrizione Dedicata: L’adozione di una dieta specifica, a basso contenuto di glutine e lattosio (regime alimentare FODMAP), ha dimostrato di poter ridurre drasticamente il dolore e il gonfiore addominale nel 75% dei casi trattati.
- Chirurgia Conservativa: L’intervento chirurgico non è più considerato la prima opzione. Si prediligono terapie ormonali mirate per gestire il dolore e salvaguardare la fertilità, riservando la sala operatoria solo a casi selezionati e complessi.
L’appello per le giovani pazienti e il ruolo dell’associazionismo
L’attenzione dei medici si è rivolta con forza ai genitori e ai pediatri, poiché l’endometriosi può sorgere già durante l’adolescenza. Intervenire precocemente significa prevenire l’avanzamento della patologia e assicurare una qualità della vita ottimale alle giovani donne. Cecilia Santoro, referente dell’associazione A.P.E., ha ricordato l’impatto emotivo della malattia: “E’ fondamentale ricordare quanto sia devastante il senso di isolamento delle ragazze e delle donne affette da endometriosi, che spesso non trovano riscontro né tra i medici, né tra i familiari. Le donne hanno imparato a tacere: è stato loro insegnato negli anni che il dolore mestruale è normale, anche quando è così forte da essere invalidante”. L’obiettivo delle istituzioni è dunque quello di restituire alle pazienti la piena autorità sulla percezione del proprio corpo, eliminando lo stigma legato al dolore.


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