venerdì, Aprile 12, 2024
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Il disegno di legge appena passato sui banchi del Senato è stato trasmesso da Mancino alla Camera dei deputati per l’approvazione.

Baldo, da hortus a parco nazionale

L’area del Monte Baldo considerata prioritaria per un parco nazionale. Nel contesto di un disegno di legge già approvato dal Senato e trasmesso alla Camera dei Deputati per l’approvazione, vengono proposte modifiche e integrazioni per quanto riguarda le aree naturali protette. Fra queste anche quella che individua appunto l’area del Monte Baldo come parco ai sensi della legge nazionale n. 394 del 1991. La notizia è rimbalzata a Verona dopo che l’onorevole Alberto Giorgetti di Alleanza Nazionale ha scoperto tra le righe del disegno di legge con disposizioni in campo ambientale e aree naturali protette anche l’inserimento del Monte Baldo tra quelle prioritarie di reperimento previsto dall’art. 34, comma 6, della legge 394 e successive modificazioni. Nella lista figurano tra l’altro i nuovi parchi in via di realizzazione segnalati di recente dal ministro dell’Ambiente Willer Bordon in un intervista al quotidiano «Repubblica»: il parco della Val d’Agri che ha già avuto il decreto istitutivo, quello della Sila in fase di perimetrazione dell’area, quello Tosco Emiliano e dell’Alta Murgia. Ma vi sono anche altre sette-otto aree individuate rimaste bloccate per la mancanza di fondi. «Aumentare queste aree», dice Giorgetti, «aggiungendo quelle del Monte Baldo e della Penisola Maddalena-Capo Murro di Porco, come previsto dall’emendamento proposto dall’onorevole Bortolotto, ci sembra al momento fuori luogo. Anche perché l’emendamento non pone in evidenza giustificazione alcuna per allargare il numero delle aree protette. Con le risorse limitate poi, solo cinque miliardi per il 2000, diventa assurdo pensare di inserire anche il Monte Baldo e Capo Murro di Porco. A questo punto si tratta», ammette Giorgetti, «non di essere o meno favorevoli a nuovi parchi specifici, ma comprendere prima di tutto qual è il disegno nazionale in questo settore. Siamo del parere pertanto che fino a quando tutte le aree protette previste dalla legge del ’91 non saranno completate riteniamo sia indispensabile una sospensione anche in attesa di una nuova normativa». Il disegno di legge già ieri, con l’istituzione di un Comitato ristretto, è approdato alla prima fase di verifica e l’impegno è di arrivare a proporre in aula parlamentare un testo completo con gli aspetti normativi e applicativi. «Va comunque precisato che Alleanza Nazionale», dice Giorgetti, «ritiene inaccettabile la logica di far calare dall’alto ogni provvedimento. Per quanto poi riguarda un problema molto contestato come quello delle aree naturali protette riteniamo più giusto che si passi attraverso un dialogo con le Regioni, la Comunità Montana e gli enti locali». La notizia dell’istituzione del Parco nazionale del Baldo è stata accolta con attenzione mista a preoccupazione alla Comunità montana che da poco ha trasferito la propria sede nella Villa Nichesola-Rigo, ristrutturazione in fase di completamento. «Se la legge verrà approvata dal Parlamento senza alcuna modifica», dice l’assessore Fabio Beltrame, «sarà il via libera alla realizzazione di un parco che privilegerà probabilmente solo gli aspetti ambientali, senza tenere conto delle esigenze locali e di una economia molto delicata presente sul territorio». Secondo Beltrame pertanto un’imposizione che arriva da Roma tanto da assumere e apparire per alcuni «una giusta punizione per la latitanza e il disinteresse dimostrati fino ad ora da parte degli amministratori pubblici degli enti interessati, da tempo impegnati a predisporre uno studio di fattibilità di un parco che doveva rispondere alle esigenze e interessi dei residenti. Argomento però per anni mai affrontato dall’Amministrazione della Comunità Montana, forse per una non identità di vedute, o forse, più semplicemente per una mancanza di interesse o volontà». Iniziativa quella parlamentare che coglie di sorpresa l’attuale Amministrazione della Comunità del Baldo, rinfrancata dopo che il Tribunale amministrativo regionale ha respinto la richiesta di sospensiva dell’elezione del presidente e della giunta presentata all’indomani dell’avvicendamento degli incarichi. «Data l’urgenza della situazione non c’è alcun dubbio», sottolinea il presidente Cipriano Castellani, «dell’impegno dell’intera Amministrazione nell’affrontare il tema del Parco con l’aiuto dei politici che hanno dimostrato attenzione e disponibilità ad intervenire per emendare, se ancora possibile, il disegno di legge ormai prossimo alla votazione in Parlamento. Rivendichiamo però» dice Castellani, «la sovranità e il diritto a normare la costituzione del Parco sul nostro territorio, nell’intento di evitare possibili danni al sistema economico che potrebbero insorgere con una decisione presa senza aver consultato le popolazioni locali interessate».

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