domenica, Giugno 23, 2024
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Lungo 1200 metri, sarà finito nel maggio del 2002. Gardesana solo per emergenze.
Bortolotti: «Non mi prendo responsabilità così schiaccianti»

Basta cerotti: ci vuole un tunnel da 75 miliardi

Settantacinque miliardi di spesa e, se tutto fila per il verso giusto, 18 mesi di battelli. Ecco quanto costerà, in termini di denaro e di disagi, creare la nuova galleria di collegamento tra Riva e Limone, dopo l’ennesimo, tremendo colpo inferto al futuro di quel tratto di Gardesana occidentale dalla frana di venerdì scorso. Ad illustrare quello che ormai è l’orientamento della Provincia di Trento, ieri, nel palazzo della Regione, c’erano l’assessore ai lavori pubblici, Sergio Casagranda, il responsabile della Protezione Civile, l’ingegner Claudio Bortolotti, e il dirigente del servizio opere stradali, l’ingegner Raffaele Da Col. Un tunnel che, per i tempi di realizzazione, non mancherà di sollevare perplessità, ma che appare come una scelta obbligata.«Già nel 1999 – ha spiegato Casagranda – l’ingegner Eugenio Castelli, cui avevamo affidato il compito di preparare una perizia sulla pericolosità della zona e di valutare la priorità degli interventi, ci aveva fornito un quadro assai preoccupante, definendo quel tratto di Gardesana “indifendibile”. Per questo, allora, era stato redatto un progetto preliminare per la realizzazione di un tunnel che risolvesse una volta per tutte il problema. Lo smottamento della scorsa settimana, che dal punto di vista della viabilità ha provocato danni maggiori di quello del febbraio 1999, dato che ha trascinato nel lago anche una fetta di carreggiata, ci ha convinti che l’unica soluzione percorribile è quella del tunnel. Tunnel che entrerà nella Rocchetta vicino all’incrocio con la strada del Ponale e uscirà nei pressi della valle dello Sperone, che sarà lungo un chilometro e duecento metri, largo sette metri e mezzo, alto sei metri e ottanta e dovrebbe (condizionale obbligatorio) essere ultimato nel mese di maggio del 2002. Dall’interno della galleria, poi, partirà un altro tunnel, più piccolo (largo due metri e mezzo e alto due metri e settanta) che si collegherà con la vecchia Gardesana e servirà per interventi rapidi in caso d’emergenza. «È una tecnica nuova – ha affermato Bortolotti – che ci consente di evitare la realizzazione di due tunnel paralleli e che abbiamo già adottato a Verla e a Faver». E la Gardesana, quale sarà il suo futuro? Ciò che rimane della statale 45 bis verrà riparato (la spesa prevista è nell’ordine di poche centinaia di milioni), ma la strada non sarà più percorsa dal traffico civile: ospiterà parte del cantiere per la ditta che costruirà la nuova galleria e, in seguito, verrà utilizzata dai mezzi di soccorso in caso d’emergenza. I tempi, dicevamo, saranno “brevi”: la Giunta provinciale dovrà dare l’ok alla realizzazione del progetto e reperire i fondi necessari. Cinque, sei mesi saranno necessari per la preparazione del progetto esecutivo e per lo stanziamento del denaro, seguirà la gara d’appalto europea e, finalmente, nel dicembre 2001 o gennaio 2002, partiranno i lavori.Intanto, fino all’estate del 2002,, tra Riva e Limone solo battelli.Bortolotti: «Non mi prendo responsabilità così schiaccianti».Indifendibile. Non servono altre parole per spiegare che, sulla Gardesana, qualsiasi opera d’ingegneria sarebbe inefficace in caso di nuove (e assai probabili) frane. Inefficaci gallerie e paramassi di cemento – «i frammenti pericolanti sono talmente giganteschi che queste strutture rischierebbero d’essere schiacciate» ha spiegato Casagranda – e assolutamente impercorribile la soluzione ipotizzata giorni fa dal vice sindaco di Riva, Pietro Mattoetti, il quale aveva proposto l’utilizzo di un ponte bailey sul tratto di statale danneggiato dagli enormi massi caduti venerdì. Galleria, dunque, punto e basta. E gli abitanti di Limone? «Il tunnel servirà soprattutto a loro – spiega Claudio Bortolotti – che numerosi, durante tutto l’anno, salgono a Riva per studiare e lavorare». I disagi dei prossimi mesi sono un male necessario. «Sì – continua il responsabile della protezione civile trentina – non posso prendermi la responsabilità penale, ma soprattutto morale, di mettere in pericolo la vita di queste persone. In tal senso – conclude Bortolotti – sarebbe opportuno che, contemporaneamente ai nostri lavori, venissero compiuti interventi analoghi anche sul tratto lombardo della Gardesana».

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