venerdì, Dicembre 8, 2023
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«Callas e Meneghini a Zevio»

Zevio. Pietro Caz­zarol­li, nipote di e di Gio­van­ni Bat­tista Menegh­i­ni, dice d’esser­si sen­ti­to tirare per la giac­ca a Ron­co, durante l’in­ter­ven­to del criti­co Michele Nocera nel­l’am­bito delle man­i­fes­tazioni indette per ricor­dare come, nel­l’ot­to­bre del 1895, il Comune ronch­esano abbia dato i natali all’in­dus­tri­ale del lat­er­izio e per cel­e­brare, con un anno d’an­ticipo, il trenten­nale del­la morte del­la Div­ina. Nocera, asses­sore alla cul­tura di Sirmione, nel­la pieve anti­ca di Ron­co ha rib­a­di­to che il suo Comune farà tut­to il pos­si­bile per con­trastare il deside­rio espres­so pub­bli­ca­mente da Caz­zarol­li: traslare la salma del­lo zio Bat­tista da Sirmione a Zevio, nel­la tom­ba di famiglia. Questo il pen­siero del criti­co e biografo del­la Callas che fu anche ami­co del com­menda­tore, come già ripor­ta­to dal­l’Are­na: Menegh­i­ni è sepolto sul­la peniso­la cat­ul­liana per suo espres­so deside­rio; i par­en­ti del­la defun­ta Emma Rover­sel­li Brut­ti, la gov­er­nante cui l’in­dus­tri­ale las­ciò tut­to il suo pat­ri­mo­nio, potreb­bero vantare dirit­ti in fat­to di sepoltura, a fronte di nipoti «dis­ere­dati». Lì per lì Caz­zarol­li è rimas­to in silen­zio, ma poi ha deciso di scen­dere in cam­po. Il nipote del­la cele­bre cop­pia del­la lir­i­ca è figlio di Pia Menegh­i­ni, la don­na che spinse il fratel­lo pig­malione a sposar­si con il sopra­no di orig­ine gre­ca di cui fu per anni insep­a­ra­bile ami­ca e con­sigliera. «Il criti­co Nocera e quan­ti con­cor­dano con lui, non pos­sono definir­mi dis­ereda­to per­ché, a nor­ma del codice civile, con l’ap­pella­ti­vo si pos­sono etichettare soltan­to i figli», spie­ga Caz­zarol­li. «Ciò che più mi sta più a cuore», riv­ela il nipote di Menegh­i­ni e del­la Callas, «è val­oriz­zare la figu­ra di zio Bat­tista, di sua madre Giusep­pina, di mia madre Pia e di mio padre Gio­van­ni, a vario tito­lo art­efi­ci del mito Callas». Se Pia Menegh­i­ni fu par­ti­co­lar­mente vic­i­na alla «voce del XX sec­o­lo», il padre di Pietro Caz­zarol­li, Gio­van­ni, fu per anni medico per­son­ale del­l’ineguaglia­to sopra­no. Non solo: stante al figlio del dot­tore, sarebbe sta­to Gio­van­ni Caz­zaroli a seg­nalare al cog­na­to Bat­tista le poten­zial­ità canore di Maria Callas, incon­tra­ta per un accer­ta­men­to medico pri­ma del­l’e­sor­dio are­ni­ano del 1947. Pietro Caz­zarol­li rilan­cia sui lega­mi che leghereb­bero Gio­van­ni Bat­tista Menegh­i­ni e sua moglie Maria Callas a Zevio: «Zia Maria», le cui ceneri furono sparse nel Mar Egeo, «riposa spir­i­tual­mente a Zevio, dove fisi­ca­mente sono sepolte non­na Giusep­pina e mia madre Pia». Sec­on­do il nipote del­la cele­bre cop­pia, Zevio vince la sfi­da con i luoghi in cui la Callas e Menegh­i­ni vis­sero: , Pari­gi, Lon­dra, New York, Verona, Sirmione. Il nipote del com­menda­tore ricor­da come suo zio Bat­tista fos­se legatis­si­mo alla madre Giusep­pina, che morì in paese nel 1962 las­cian­do un ricor­do di don­na pia e gen­erosa. «Zio Bat­tista meri­ta di tornare accan­to ai suoi gen­i­tori, d’essere sepolto in un cam­posan­to rac­colto e cura­to come quel­lo di Zevio, dove ogni saba­to si reca­va in visi­ta alla tom­ba di sua madre Giusep­pina. Zia Maria», assi­cu­ra il nipote del­la Div­ina, «nacque artis­ti­ca­mente tra il verde del par­co zeviano di Vil­la Menegh­i­ni. Quin­di nes­suno si stupis­ca quan­do affer­mo che spir­i­tual­mente la Callas riposa a Zevio, e che suo mar­i­to dovrebbe far­le compagnia».Il com­menda­tor Gio­van­ni Bat­tista nacque a Ron­co nel 1895 per migrare a Verona all’età di 18 anni. Nel 1915 la numerosa famiglia Menegh­i­ni tornò in cam­pagna acqui­s­tan­do la vil­la di Zevio dona­ta alla par­roc­chia alla morte del­la madre del­l’in­dus­tri­ale. Gio­van­ni Bat­tista risiedette a Zevio 43 anni, dal 1915 al 1958. Maria Callas durante gli anni migliori del­la sua car­ri­era, dal 1949 al 1958, quan­do entram­bi i coni­u­gi optarono per Sirmione, dove nel 1959 il sopra­no se ne andrà con l’ar­ma­tore gre­co Aris­totele Onas­sis. L’in­dus­tri­ale del lat­er­izio, invece, abitò nel­la cit­tad­i­na bena­cense sino alla fine dei suoi giorni: è mor­to ottanta­c­inquenne nel gen­naio del 1981. La pri­ma car­ta d’i­den­tità ital­iana del­la regi­na del melo­dram­ma, emes­sa dal Comune di Zevio, risale al 1949. Il munici­pio con­ser­va anco­ra l’at­to di mat­ri­mo­nio del­la cop­pia, con­vola­ta a nozze nel­la sacres­tia del­la chiesa di San Fer­mo, a Verona, il 21 aprile del ‘49.

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