sabato, Febbraio 24, 2024
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Cambio di parroci nella parrocchia di Lazise

Era nell’aria da alcune settimane. Ora è realtà. Don Achille Bocci, il parroco dei Santi Zenone e Martino lascia il suo incarico di pastore lacisiense, dopo 15 anni, per andare a ” rifare” il missionario in Africa. Il ” mal d’Africa” colpisce anche i sacerdoti, non solo gli amanti del safari.

Era giunto a Lazise nel dicembre del 2002 dopo una breve parentesi di Don Alessandro Pasquini che era succeduto a Mons. Edoardo Sacchella che aveva gestito la parrocchia di Lazise per oltre 18 anni.

A darne l’annuncio, direttamente Don Achille, alla messa prefestiva del sabato sera, annuncio peraltro dato anche alle altre messe domenicali.
Non ha tradito alcuna emozione , ma si è sforzato di fare l’annuncio nonostante tre lustri di permanenza fra la gente di Lazise.
Un ritorno, quello di Don Bocci, in Africa, essendoci stato per diversi anni , in terra di missione in Ciad. Ma per lui la missione è una prerogativa di vita. Prima di andare in Ciad, infatti, era stato a Torre Angela, una borgata romana non facile, che la diocesi veronese aveva avuto in affido da molti anni con il compianto Don Venturini, con Don Carlo Motta e molti altri preti veronesi. Ora sarà in appoggio ai missionari Saveriani che da anni sono in Africa per la loro ampia azione missionaria.

Don Achille è un uomo tutto di un pezzo, serio, deciso, limpido, onesto a tutto tondo. Quello che ti deve dire te lo spiattella in faccia. E proprio per questo non ha mai goduto di ampia amicizia in terra lacustre, lui bresciano di nascita e di stile di vita.
A sostituirlo, dal mese di ottobre prossimo, sarà Don Lanfranco Magrinelli, attuale parroco a Croce Bianca.
Don Lanfranco troverà una situazione finanziaria perfetta e precisa. Debiti e crediti al centesimo.

Don Achille era infatti giunto a Lazise per sanare un grosso debito che era stato aperto per la ristrutturazione e restauro della chiesa parrocchiale. Con l’aiuto del consiglio economico parrocchiale ha provveduto alla completa sistemazione, all’ampliamento del centro giovanile parrocchiale, a far fronte a tutti gli impegni finanziaria, a tenere in linea il mutuo importante a suo tempo acceso. Rimane solo in predicato l’eventuale vendita della canonica, dove sono in corso delle avanzate trattative con una cordata di imprenditori non gardesani per la transazione.

“C’è da dire che Don Achille ha lasciato un segno – spiegano alcuni stretti collaboratori -non fosse altro per la sua integrità spirituale, morale, ed anche gestionale. Ha sempre reso i conti con azione certosina, da uno spirito contadino respirato nella sua grande famiglia di nascita. Quando ha dato la notizia ufficiale, molti di noi hanno pianto. Un grande applauso ha coperto la commozione, ma in noi resta davvero un grande rimpianto per la sua volata in Africa.”

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