mercoledì, Maggio 29, 2024
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COMITATI GARDESANI DA SEMPRE CHIEDONO DI CAMBIARE IL PROGETTO DELLA LINEA

«Così si salveranno le colline del lago»

Anche nel basso Garda lo spostamento a sud del tracciato per l’Alta velocità è sempre stata indicata, dai Comitati civici sorti contro il progetto dell’infrastruttura, come l’unica soluzione che avrebbe consentito la salvaguardia dell’area delle colline moreniche. Una soluzione che sarà oggetto dell’incontro pubblico organizzato per oggi pomeriggio, alle 17, a Palazzo Todeschini di Desenzano (Brescia) dalle Federazioni provinciali dei Verdi di Verona, Brescia e Mantova sul tema «Tav (Treni alta velocità): il progetto generale, le ricadute locali». L’ipotesi di cui si torna a parlare in questi giorni, dunque, è stata caldeggiata per anni dai cittadini ma non è mai stata presa in seria considerazione dai progettisti della linea. «Questa proposta è stata avanzata non so quante volte, in tutte le occasioni che abbiamo avuto di interloquire con i responsabili del progetto», spiega Sergio Maggi del Comitato sorto a Peschiera per la salvaguardia del Santuario del Frassino e del territorio. «E insieme a noi l’idea è stata portata avanti, anche se in momenti diversi e non da tutti, dagli amministratori locali. «Il massimo che abbiamo ottenuto, come risposta, è stato sentir dire dai progettisti che non avevano mai pensato a un tracciato differente dal primo disegnato semplicemente perché nessuno glielo aveva mai chiesto». Molti i punti critici individuati nel tracciato originale, disegnato a ridosso dell’autostrada, in particolare per il territorio di Peschiera: l’area del Santuario mariano e del laghetto del Frassino – Sito di interesse comunitario -, che i treni attraverserebbero in parte in galleria; la distruzione di almeno un terzo della produzione del vino Lugana doc; l’intero paesaggio delle colline moreniche. «Per non parlare della difficoltà di far convivere un cantiere, previsto sulla carta di otto anni, con un’area già attraversata da strade, autostrada e rete ferroviaria normale». «Abbiamo sempre pensato», continua Maggi, «che per rendere più efficiente il traffico ferroviario tra Milano e Venezia sia molto più utile il potenziamento delle linee esistenti. Ma anche questo è un discorso che non è mai stato possibile portare avanti con chi aveva e ha il potere di decidere sul tracciato». A Maggi si unisce Emilio Crosato, presidente del Comitato promotore del Parco delle colline moreniche del Garda, che si sempre dichiarato contrario alla realizzazione, da Montichiari (Brescia) a Verona, della linea ad Alta velocità a fianco dell’autostrada A4. «E’ uno spiraglio di luce apprendere che, quanto meno, si sta tornando a discutere del disegno della Tav: un’opera inutile, perché ucciderebbe il territorio in nome di un ipotetico traffico di merci e di passeggeri tutt’altro che certo. E poi», continua Crosato, «un’opera faraonica, per impatto di cantiere e costi; e considerando le condizioni in cui viaggiano i treni delle nostre linee normali, sarebbe utile che qualcuno si domandasse se vale davvero la pena pensare di investire così tanti soldi per la Tav non pensare, invece, ad ammodernare l’intero sistema trasportistico ferroviario». Crosato ribadisce, quindi, il no del suo Comitato all’Alta velocità «ma è chiaro che, se proprio deve essere fatta, è meglio che questa nuova linea sia spostata a sud delle colline moreniche, dove creerà certamente meno distruzione di siti e aree pregiate».

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