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È un pezzo della storia racchiusa in una famiglia, che ne è testimone vivente

Da trecento anni nella stessa cascina

“È un pezzo della storia racchiusa in una famiglia, che ne è testimone vivente” ci segnala il signor Renato Mombelli, partigiano, studioso di storia antica e archivista del Duomo di Salò. Stiamo parlando della cascina “Fornaci”, a Portese, a pochi metri dal confine con il Comune di Salò. Dicono che vi si costruivano i mattoni gialli con cui poi hanno edificato il Duomo di Salò. “Qui sotto, verso il lago – dice Giacomo Zambarda – c’era una casa di argilla dove un tempo si costruivano coppi e mattoni)?.Il signor Zambarda, che conduce una piccola azienda agricola in società con il fratello Roberto (nella località di S. Felice), è l’erede di una famiglia i cui componenti, nell’arco di tre secoli, operano nella cascina del ‘500. Da 117 anni vi abitano e lavorano i discendenti della stessa famiglia. “Mio nonno Giacomo -continua a raccontarci – si è trasferito qui, da San Felice, all’età di sei anni, nel 1883. Ha avuto dieci figli e, fino al 1991, la mia famiglia ha lavorato qui come mezzadra: un tempo, oltre al raccolto, davamo ai proprietari sessanta uova e dodici chili di polli”.Vigneti, uliveti, un po’ di cereali: sono le tipiche coltivazioni della terra attorno al Garda quelle degli Zambarda, i quali hanno anche qualche animale: maiali, due mucche il cui latte è usato della famiglia, polli, conigli e gli immancabili cani di fattoria.Proprietaria della zona, da sempre, è la famiglia Cominelli, quella della Fondazione di Cisano, che possedeva anche il campeggio (ora chiuso) adiacente alla cascina. “Mio padre – ricorda il signor Giacomo – ha aiutato a costruire, a piccone e badile, la bella ‘ darsena del campeggio”. Dal ’91 hanno stipulato un contratto di comodato per il quale alla famiglia resta tutto il raccolto senza alcun pagamento, ma senza nemmeno alcun diritto sulla proprietà. “Questo contratto scade nel novembre del 2000 – interviene la moglie Ines -; speriamo che ci venga rinnovato e di poter sistemare un po’ sia la cascina che il necessario per la nostra azienda, altrimenti dovremo andarcene”.L’attuale famiglia Zambarda è formata dal signor Giacomo, la moglie Ines ed i tre figli (due ragazze, delle quali una si è sposata recentemente, e un ragazzo, Nicola, che è perito agrario e vorrebbe continuare la tradizione agricola della famiglia). Fino a qualche mese fa, nella cascina vivevano anche i nonni; Domenico Zambarda e Maria Baldo, che ora però si sono trasferiti nella casa dell’altro figlio per problemi di salute, ma restano a poche centinaia di metri di distanza. Nini, una delle sorelle del nonno, inoltre, faceva la casante della Torre S. Marco di Gardone. Ricorda la signora Maria: in tempo di guerra, con gli avanzi degli americani mantenevamo gli animali. Andavano al lago a pescare e cucinavano anche la polenta”. E. continua: “Andavamo a lavare i panni nel lago e, qui, sotto, trovavamo l’acqua più tiepida. L’acqua del lago si diceva che avesse :proprietà curative e quando ci si faceva male si andava a bagnarsi nel lago

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