sabato, Giugno 22, 2024
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Don Antonio Mazzi a 360 gradi per un ora e mezzo

Don Antonio Mazzi a 360 gradi intorno al tema della genitorialità e del dialogo intenso ed aperto con gli adolescenti per farli sentire appartenenti al mondo ed alla società ma soprattutto inseriti nella famiglia.

Una platea attenta e silenziosa che ha ascoltato il fondatore di Exodus per oltre una ora e mezza mentre il “prete di strada” come ama definirsi Don Antonio lanciava ai genitori ed ai ragazzi la propria esperienza di pedagogo e di “ascoltatore” dei disagi giovanili del nostro tempo.

Classe 1929, con una tempra da far invia ad un trentenne, Don Mazzi ha posto in evidenza soprattutto l’esigenza del dialogo e della presenza attenta e vitale del padre. “La madre ha per sua natura – ha sottolineato il sacerdote calabriano – un legame profondissimo con il figlio avendo concepito, partorito. Una simbiosi che dura tutta la vita. Il padre deve invece inventarsi il “mestiere” di padre. Un mestiere non facile, meraviglioso ma al tempo stesso rischioso. Non possiamo essere amici dei figli, ma genitori presenti, intelligenti, ascoltatori delle esigenze di un figlio che cresce. Tre sono le fasi adolescenziali – ha proseguito Don Antonio – che si possono esaurire intono ai 25 anni. E dai 10 ai 25 anni è tutto un susseguirsi di mutazioni e di cambiamenti, anche sociali, e noi genitori, noi padri dobbiamo essere guida, faro, presenza, speranza per i nostri figli. Questa è l’era dei cambiamenti epocali. Sarà il prossimo ventennio la trasformazione a tutto tondo della nostra società. Sono ormai anziano – ha proseguito Don Antonio – ma vorrei esserci proprio per vivere con voi questa trasformazione che sarà, a mio parere, la più epocale di tutta la storia.”

I nostri ragazzi saranno adulti “deboli”, ha sottolineato ancora l’oratore,  ed è per questo che noi ci dobbiamo essere pronti e presenti per evitare questa situazione.

Oltre ai ragazzi della parrocchia di Lazise, moltissimi genitori, catechisti, semplici estimatori di Don Mazzi, erano presenti alcuni ragazzi della Casa di Beniamino di Cavriana, comunità gestita da Exodus che hanno portato la loro esperienza per il terzo anno del gemellaggio della parrocchia di Lazise con i Centri Giovanili Don Mazzi. Ed anche questa “osmosi” ha ulteriormente valorizzato le due giornate che hanno animato il Circolo Noi con “la Tremenda voglia di vivere“, tema portante degli incontri.

Sergio Bazerla

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