venerdì, Giugno 21, 2024
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Dopo la sentenza del Tar il sindaco precisa

Elena: «Assistenza ai disabili Noi facciamo già il possibile»

Si chiama «Casa del Sole», diverse famiglie dell’area gardesana la conoscono bene e apprezzano il suo servizio, volto al recupero e al potenziamento di capacità e attitudini da parte dei giovanissimi portatori di handicap. Peccato che questo centro diurno così valido, che punta allo sviluppo armonico della personalità secondo i criteri del «metodo globale», si trovi a notevole distanza dalle case dei piccoli utenti. La «Casa del Sole» ha la sua bella sede nel verde di Curtatone, in provincia di Mantova. Pur di avvalersi del suo servizio educativo, le famiglie affrontano il disagio dei trasporti e alcuni Comuni si fanno carico dei relativi costi. Non si tratta di cifre lievi, se il ragazzo abita a Serle o Toscolano. Oltre alla tariffa del pulmino che attende al mattino i suoi giovani clienti a Lonato, sulla base di una convenzione tra Comuni, bisogna calcolare anche la spesa e il disagio del viaggio da casa al luogo di ritrovo. I risultati ottenuti sotto il profilo educativo inducono comunque le famiglie ad affrontare il problema della distanza. «Mi dicono che mia figlia poteva finire le scuole qui a Serle, che c’è il Centro socio-educativo, ma la Casa del Sole mi sembrava più adatta – dice ad esempio la signora Marisa Benedetti Cavagna -: so che mia figlia ha delle capacità, volevo darle qualcosa di più perchè potesse esprimersi e là ho trovato un ambiente eccezionale. Da Serle a Lonato la portiamo a nostre spese, per il pulmino il Comune ha anticipato 5 milioni e 800 mila lire, ma adesso ci chiede un rimborso. Noi abbiamo l’assegno di accompagnamento, ma le spese sono tante». Una recente sentenza del Tar di Brescia si rifà alle numerose disposizioni di legge in materia di assistenza scolastica per gli alunni disabili. «È indubbia la presenza, nell’ambito dell’ordinamento, di un principio di ordine generale che tende ad assicurare a tutti i soggetti portatori di handicap l’eliminazione di ogni impedimento al raggiungimento di un livello di vita e di inserimento sociale soddisfacente, in grado di attenuare le difficoltà insite nella particolare condizione in cui si trovano le persone disabili», si dice al riguardo. Il servizio di trasporto gratuito da casa a scuola è esplicitamente previsto sia dalla legge 118 del ’71, sia dalla legge 104 del ’92, sia dalla legge 31 dell’80. Se per il bilancio del Comune la spesa è troppo onerosa, l’Amministrazione pubblica dovrà presentare il caso alla Regione e sarà questa a valutare l’opportunità di un contributo straordinario. Così si è espresso di recente il Tar su un ricorso presentato dalla signora Luisa Valtorta che ha la residenza nel Comune di Toscolano. La «Casa del Sole», convenzionata con l’Asl di Brescia, è apprezzata anche dagli operatori socio-sanitari del nostro territorio. «Il viaggio è faticoso, ma quando i nostri ragazzi arrivano lì ottengono grandi miglioramenti, abbiamo visto risultati incredibili», dice la signora Valtorta che insieme ad altri genitori ha creato l’associazione «Con noi e dopo di noi». Un modo per ridurre costi e fatiche del viaggio ci sarebbe: «Stiamo lottando per avere una sezione staccata fra Lonato e Desenzano e perchè i nostri ragazzi possano continuare ad essere seguiti con lo stesso metodo anche dopo i 18 anni: sono queste le sfide per il futuro». Per il presente però restano casi come quello della famiglia di Serle, che si trova ad affrontare un peso di non poco conto, per il primo anno di frequenza alla «Casa del Sole». Solo per gli anni successivi, il Comune si è impegnato a coprire la spesa di trasporto. «La Regione non ha mai risposto» Il Comune doveva attivarsi «al fine di predisporre le misure più opportune per risolvere le difficoltà», dice la sentenza del Tar riguardo al servizio di trasporto di un piccolo disabile da Toscolano alla «Casa del Sole». Attivarsi voleva dire in questo caso chiamare in causa la Regione, perchè la richiesta andava al di là delle risorse di bilancio. Ma «alla Regione una richiesta di contributi era già stata avanzata nel ’98 e non ha mai risposto», dice il sindaco Paolo Elena che, entrando in carica nel dicembre di quell’anno dopo la vittoria elettorale della lista civica, si è trovato ad ereditare la gestione della vertenza aperta nel ’95 dalla signora Luisa Valtorta nei confronti dell’Amministrazione allora in carica. «Più volte il Comune ha disposto delle sovvenzioni e ripetutamente abbiamo chiesto, così come si fa abitualmente, che fosse documentata la situazione economica e patrimoniale. Questa documentazione non è mai pervenuta. Con un’ordinanza del 18 giugno ’99, il Tar aveva del resto respinto la richiesta di sospensione del provvedimento di diniego del trasporto scolastico». I problemi di bilancio messi avanti dalla precedente Amministrazione valgono anche per gli amministratori odierni: «Mi sarei comportato allo stesso modo di chi mi ha preceduto – dice il sindaco Elena -. Non certo per una posizione preconcetta, ma perchè bisogna provvedere alle numerose esigenze della comunità. Per i servizi in campo sociale il Comune spende più di un miliardo: rimborsiamo i ticket sulle medicine, riduciamo l’Ici sulla prima casa, assicuriamo il doposcuola a 6 mila lire al mese. Abbiamo deciso di aumentare gli interventi a favore del centro Anffas di Maderno, abbiamo incoraggiato l’apertura di un complesso per il soggiorno degli handicappati nell’ex hotel Bristol a cura dell’Istituto di Sospiro. Anche nei confronti di questo caso il Comune ha dimostrato la sua buona fede assegnando contributi, ma sempre si chiede una compartecipazione ai costi in base al 740: lo si fa per gli asili come per i ricoveri: ogni caso è diverso».

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