La Federazione per il riconoscimento dei diritti ha inviato e pubblicato nei giorni scorsi un intervento sul DDL caccia, la legge sull’attività venatoria ora al Senato, in cui segnala le criticità sollevate dalle associazioni animaliste e ambientaliste e mette in evidenza la norma che prevede multe fino a 900 euro per chi protesta contro le modalità di esercizio della caccia. Nel testo la Federazione ricostruisce i passaggi recenti della proposta, confermando che le richieste di ritiro erano state avanzate e ribadendo la data del passaggio parlamentare al Senato come momento centrale della vicenda.
L’intervento attribuisce ai proponenti in Parlamento responsabilità politiche e culturali, sostenendo che il DDL è contraddistinto da antropocentrismo, da un’inasprimento delle pene per il dissenso e da una scarsa attenzione alle conoscenze scientifiche ed etologiche; la Federazione cita inoltre appelli di due pontefici e il richiamo delle associazioni che hanno chiesto il ritiro della proposta, specificando che queste posizioni sono state espresse nei giorni scorsi al momento del passaggio legislativo.


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