sabato, Agosto 30, 2025
HomeCulturaStoriaFra i reperti si segnalano le statue-stele di Arco
Si è inaugurata alla Rocca di Riva un’importante rassegna dedicata ai principali luoghi di culto e alle testimonianze più significative ritrovate lungo l’arco alpino dalla tarda età del Bronzo alla romanizzazione.

Fra i reperti si segnalano le statue-stele di Arco

Si è aperta nei giorni scorsi, al Museo civico della Rocca di Riva , la mostra intitolata «Culti nella preistoria delle Alpi»: una raccolta di reperti e documentazioni, arricchiti dai ritrovamenti altogardesani, lungo l’arco alpino. Circa 500 i reperti in mostra provenienti da diciotto musei d’Austria, Germania, Liechtenstein, Svizzera e Italia. L’edizione rivana della mostra (lo scorso anno allestita a Bolzano) è stata ampliata per evidenziare ulteriormente le testimonianze trentine (50 i reperti aggiunti) e in particolare locali: dagli eccezionali rinvenimenti delle statue stele di Arco, ai reperti di San Martino. «Culti nella preistoria delle Alpi» propone un viaggio ideale che esplora gli aspetti ideologici, religiosi e culturali delle popolazioni dalla tarda età del Bronzo( XII-XI secolo a .C.) alla romanizzazione (primo secolo a.C.). La mostra, itinerante, arrivata alla sua ottava edizione, lo scorso anno a Bolzano non ha però riscosso uno strepitoso successo. «È una mostra difficile da capire, di tipo tecnico, settoriale», spiega Umberto Tecchiati, direttore del Museo archeologico di Bolzano, « ma non per questo meno importante delle altre. Non si è potuta ospitare al Museo archeologico, per questo è stata un po’ penalizzata. Credo che la Rocca di Riva del Garda sia invece un’adeguata sede per l’allestimento di tali reperti, e che riscuoterà, visto anche le attività organizzate, un maggior successo». Importanti e di un fascino quasi suggestivo sono gli oggetti votivi, le immagini e le ricostruzioni dei luoghi di culto e delle poche iscrizioni retiche e venetiche, in quanto rappresentano «le chiavi» con le quali l’archeologia tenta di penetrare nella sfera immateriale della vita di uomini e donne, che non hanno lasciato memoria scritta di sé e della propria visione del mondo terreno e ultraterreno. Vengono così individuate le principali caratteristiche formali del culto, riproposte in sequenza nella mostra, come ad esempio i luoghi votivi legati alle vette quindi rivolti alle divinità, ma che assumono poi anche una valenza di carattere sociale e che divengono punti di riferimento. La mostra, nata su iniziativa dell’Ufficio Beni Archeologici della Provincia autonoma di Trento, oltre ad essere stata arricchita di materiali e dati scientifici relativi al Trentino, sarà affiancata per tutta la sua durata (all’interno del Museo ma anche sul territorio provinciale) da numerose manifestazione relative al tema. « Culti nella preistoria delle Alpi si presta ad essere visitata da un pubblico vasto», sottolinea Paolo Bellintani, che ha curato l’allestimento della mostra nella cittadina rivana, « in quanto, attorno ad essa, sono state organizzate diverse attività, sia rivolte ai bambini o ai ragazzi (percorsi estivi e laboratori didattici) sia agli adulti. In programma ci sono conferenze, visite guidate all’area archeologica, ed anche campagne di scavi e ricerche al Monte San Martino. L’iniziativa in tal modo ha assunto anche un aspetto didattico». La mostra rimarrà aperta fino al 30 novembre, con i seguenti orari: martedì -sabato 9,30 – 18,30; domenica 9,30 – 12; 14-17,.30. Lunedì chiuso. Katia Toninelli

Articolo precedente
Articolo successivo
Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In Evidenza

Dello stesso argomento

Ultime notizie

Ultimi Video