Si è aperta nei giorni scorsi, al Museo civico della Rocca di Riva , la mostra intitolata «Culti nella preistoria delle Alpi»: una raccolta di reperti e documentazioni, arricchiti dai ritrovamenti altogardesani, lungo l’arco alpino. Circa 500 i reperti in mostra provenienti da diciotto musei d’Austria, Germania, Liechtenstein, Svizzera e Italia. L’edizione rivana della mostra (lo scorso anno allestita a Bolzano) è stata ampliata per evidenziare ulteriormente le testimonianze trentine (50 i reperti aggiunti) e in particolare locali: dagli eccezionali rinvenimenti delle statue stele di Arco, ai reperti di San Martino. «Culti nella preistoria delle Alpi» propone un viaggio ideale che esplora gli aspetti ideologici, religiosi e culturali delle popolazioni dalla tarda età del Bronzo( XII-XI secolo a .C.) alla romanizzazione (primo secolo a.C.). La mostra, itinerante, arrivata alla sua ottava edizione, lo scorso anno a Bolzano non ha però riscosso uno strepitoso successo. «È una mostra difficile da capire, di tipo tecnico, settoriale», spiega Umberto Tecchiati, direttore del Museo archeologico di Bolzano, « ma non per questo meno importante delle altre. Non si è potuta ospitare al Museo archeologico, per questo è stata un po’ penalizzata. Credo che la Rocca di Riva del Garda sia invece un’adeguata sede per l’allestimento di tali reperti, e che riscuoterà, visto anche le attività organizzate, un maggior successo». Importanti e di un fascino quasi suggestivo sono gli oggetti votivi, le immagini e le ricostruzioni dei luoghi di culto e delle poche iscrizioni retiche e venetiche, in quanto rappresentano «le chiavi» con le quali l’archeologia tenta di penetrare nella sfera immateriale della vita di uomini e donne, che non hanno lasciato memoria scritta di sé e della propria visione del mondo terreno e ultraterreno. Vengono così individuate le principali caratteristiche formali del culto, riproposte in sequenza nella mostra, come ad esempio i luoghi votivi legati alle vette quindi rivolti alle divinità, ma che assumono poi anche una valenza di carattere sociale e che divengono punti di riferimento. La mostra, nata su iniziativa dell’Ufficio Beni Archeologici della Provincia autonoma di Trento, oltre ad essere stata arricchita di materiali e dati scientifici relativi al Trentino, sarà affiancata per tutta la sua durata (all’interno del Museo ma anche sul territorio provinciale) da numerose manifestazione relative al tema. « Culti nella preistoria delle Alpi si presta ad essere visitata da un pubblico vasto», sottolinea Paolo Bellintani, che ha curato l’allestimento della mostra nella cittadina rivana, « in quanto, attorno ad essa, sono state organizzate diverse attività, sia rivolte ai bambini o ai ragazzi (percorsi estivi e laboratori didattici) sia agli adulti. In programma ci sono conferenze, visite guidate all’area archeologica, ed anche campagne di scavi e ricerche al Monte San Martino. L’iniziativa in tal modo ha assunto anche un aspetto didattico». La mostra rimarrà aperta fino al 30 novembre, con i seguenti orari: martedì -sabato 9,30 – 18,30; domenica 9,30 – 12; 14-17,.30. Lunedì chiuso. Katia Toninelli
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Si è inaugurata alla Rocca di Riva un’importante rassegna dedicata ai principali luoghi di culto e alle testimonianze più significative ritrovate lungo l’arco alpino dalla tarda età del Bronzo alla romanizzazione.
Fra i reperti si segnalano le statue-stele di Arco
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