venerdì, Aprile 12, 2024
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Intervento di carabinieri e Lipu

Gabbie trappole:multa e denunciaper il parroco

Una vendetta. Non ha dubbi il parroco di Cisano don Vittorio Sartori, 73 anni, grande appassionato di caccia. Il sacerdote lunedì mattina si è visto piombare in canonica un operatore della Lipu che si è fatto accompagnare sul posto da una pattuglia dei carabinieri, sollecitati a intervenire dalla stessa guardia volontaria.Al termine di una meticolosa ispezione che ha interessato anche un capannone in via Monte Noal, l’operatore della Lega italiana protezione uccelli ha rinvenuto un paio di gabbie trappole, non in funzione, utilizzate dai bracconieri per catturare gli uccelli. Ma non solo. Sono stati sequestrati anche un fringuello e una tortora, che è risultata senza l’anellino che attesta la nascita in cattività. Per questo motivo don Sartori, oltre a pagare la multa di 430 euro, è stato denunciato alla Procura della repubblica per detenzione di specie protette.La vicenda, che molto facilmente si concluderà con un’oblazione, non toglie il sonno all’anziano parroco che ha già provveduto a scegliere un legale per tutelate la sua posizione. «Sono arrivati con un dispiegamento di forze tale da allarmare più di un parrocchiano», racconta don Vittorio. «Hanno perlustrato tutta la canonica e poi mi hanno chiesto di accompagnarli fino al capannone dove, in mezzo a materiale di vario utilizzo hanno ritrovato due gabbie che sono vietate per cattura degli uccelli. A dir il vero non ricordavo nemmeno che ci fossero anche perché appartengono al mio predecessore. Hanno detto che l’anellino del fringuello non era in regola e poi mi hanno contestato il possesso di una tortora che ho raccolto a terra ancora due anni fa. In tutto questo tempo l’ho tenuta in una voliera in canonica, tanto che la stessa tortora si è poi accoppiata».Le accuse rimangono però circostanziate e parlano chiaro. «Sarà, ma tutta questa vicenda mi fa un po’ ridere. La guardia della Lipu ha fatto osservazioni per le unghie del fringuello, dicendomi che le devo tagliare, e per i segni che la tortora si è procurata sbattendo la testa sulla gabbia. Secondo il volontario della Lipu avrei dovuto curarla con della pomata. In tutta questa vicenda forse la mia unica vera colpa è di essermi opposto ultimamente alla richiesta di un vicino di allargare la propria attività commerciale», sbotta don Sartori, uno dei più vecchi cacciatori in attività e regolarmente in possesso della licenza di caccia. Come dire, qualcuno avrebbe sollecitato l’arrivo della Lipu.

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