giovedì, Aprile 25, 2024
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Tanti interventi per la cittadina e per il suo rilancio. La carta delle beauty - farm. Dalla passerella a lago di Fasano ai rischi di urbanizzazione della collina

Gardone in cerca di un nuovo volto

Gardone Riviera tra innovazione e distruzione.Entro giugno dovrebbe essere ultimata la sistemazione del porticciolo di Fasano e completato il nuovo lungolago o meglio la passerella a lago, dal porticciolo stesso a Via Portizzolo. L’importo totale delle opere è previsto nella somma di seicento mila euro.L’Amministrazione comunale – si legge nella premessa al progetto – «ha predisposto una sistemazione generale dell’arredo urbano», comprendente appunto la realizzazione di una passeggiata a lago, in considerazione del fatto che la zona è frequentata dal passaggio di numerosi turisti e conta varie attività (va segnalata la ristrutturazione in corso dell’Hotel Bellariva che dovrebbe diventare un albergo a quattro stelle).E’ stato pure progettato il collegamento del porticciolo con il lungolago di Maderno, già previsto dalle precedenti amministrazioni gardonesi e non realizzato essendo il tracciato sul territorio del comune di Toscolano. Sembra invece caduta l’ipotesi, osteggiata dagli albergatori, del percorso a lago in direzione di Gardone Sotto che snaturerebbe un ambiente da tutelare con rigore, oltre a creare grave danno a numerose strutture alberghiere.Difficoltà, a causa dell’opposizione di alcune parti politiche, e di una buona fascia della popolazione, sembrano vi siano inoltre per il progetto ex Esso che prevede l’insediamento di una grande costruzione speculativa. Si tratta di una possibilità in alto mare non essendo stato ancora presentato quanto necessario per l’approvazione della variante al Piano regolatore con relativo Piano integrato.Gruppi di gardonesi, anche con lettere a «Bresciaoggi», hanno espresso la speranza che la sistemazione dell’area Esso non costituisca una nuova occasione perduta, e purtroppo irripetibile. E hanno bocciato sostanzialmente la terza ipotesi del progetto, attualmente bloccato, che non contempla la destinazione «a servizi connessi con il trasporto (stazione autolinee e parcheggi) e a locali di pubblica utilità (azienda di turismo, ufficio vigili, ecc.), come già prevedeva il Piano regolatore». Inoltre non viene neppure considerata l’opportunità di trasferirvi l’edicola, rendendo così possibile l’abbattimento dell’attuale brutta struttura che la ospita e destinando lo spazio libero a parcheggio o a giardino. Tutto ciò a conferma di come l’area ex Esso sia strategica per la riqualificazione di Gardone Sotto.Il progetto, disponibile alla visione del pubblico, è di un piano nel triangolo fra statale e Via Roma e di due più mansarda nella parte rimanente, sostanzialmente tre piani, quattordici metri di altezza. Come è già stato reso noto, nell’interrato «dovrebbero essere ricavati 50 posti macchina e 35 in superficie in luogo degli attuali 40 a pagamento. In totale su 1800 metri di superficie dell’area saranno ricavati 1800 metri di pavimenti: un’edificazione cioè, pari all’area della piazza». Manca inoltre un progetto per sottopasso verso Piazza Wimmer e il lungolago: la realizzazione sarebbe ostacolata da problemi tecnici non meglio precisati, incredibili in un’epoca in cui è stato costruito il canale sotto la ManicaIntanto non cessa il rammarico, da parte di molti, per la distruzione della collina fra il cimitero e Morgnaga, urbanizzata in modo selvaggio. La prima approvazione dello sfruttamento intensivo del «Piccolo Rigi» – così era noto in epoca mitteleuropea –, avvenne il 3 aprile 2002 mentre gli insediamenti ebbero il via il 6 ottobre 2004: tutto, quindi con l’imprimatur delle Amministrazioni Bazzani. E molti si chiedono se stessa sorte toccherà all’area ex-Lucchini, alla collina oltre il Vittoriale.Da una parte l’Amministrazione ha dimostrato sensibilità alle istanze di gruppi come «La rata» di Fasano, realizzando l’opportuna passerella a lago (un progetto, quello del lungolago fasanese, già nel piano regolatore di vent’anni fa), mentre per gli appassionati delle bisse ha creato il distruttivo deposito fra la Torre San Marco e Villa Rhuland, chiudendo uno dei rari sbocchi a lago del paese. Per contro non ha varato un piano per il vero sviluppo del turismo, promuovendo la rinascita di Gardone Sotto (del bellissimo lungolago e di Corso della Repubblica, in particolare, dove sono più le serrande chiuse di quelle aperte), pilotando, ad esempio con Salò, il ripristino dell’area del Rimbalzello sottoposta a vincolo (un bene straordinario in vergognoso degrado) in cui, senza nulla distruggere, sarebbe possibile ricavare un buon numero di parcheggi, utili sia alla Casa di Cura Villa Barbarano sia al lungolago gardonese.Gardone, quindi, sta cambiando profondamente, e non sempre in meglio a causa del saccheggio del paesaggio, anche da parte dei privati: l’associazione «La rata» ha appena denunciato alle competenti autorità lo scempio del parco storico dell’Hotel Bellariva. Nonostante tali episodi, l’iniziativa privata sta trovando nuovo interesse per le strutture alberghiere tornando all’antico con le beauty-farm. Si tratta di strutture che con un’azione coordinata pubblico-privato, potrebbero rilanciare Gardone a livello europeo come paese della bellezza.

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