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Ambiente e Territorio

Gienne Novembre 2026

GNRedazione Gardanotizielunedì 2 novembre 2026, ore 08:00 · 2 min di letturaWhatsAppFacebook
Copertina di GN Il mensile del lago di Garda, novembre 2026

Alberghi pieni, lago basso

Nel novembre del 2012 mio padre scriveva in questa pagina che sul Garda, finita la stagione, sembrava che il tempo si fosse fermato, e chiudeva parlando di «una calma in fermento». Quattordici anni dopo la definizione regge ancora. Quest’anno però la calma arriva dopo un’estate che conviene rileggere con attenzione, perché in pochi mesi ci ha mostrato le due facce del lago.

La prima è quella del turismo. Sul Garda bresciano, secondo i dati HBenchmark diffusi da Visit Brescia, luglio e agosto hanno toccato il 94% di occupazione delle strutture monitorate, e nei primi venti giorni di settembre si è rimasti al 93%. Per la sponda lombarda il Consorzio Lago di Garda Lombardia ha contato nel 2025 nove milioni di presenze, con l’81% di ospiti stranieri. Camere piene, dunque, e una stagione che si allunga. Ma gli stessi operatori raccontano anche altro: a Ferragosto Confesercenti segnalava una spesa più prudente, e diverse imprese riferivano cali di incasso fra il 20 e il 25% nelle ore più calde, quando i centri storici si svuotavano. L’alloggio si paga, il resto si misura. Per negozi, bar e ristoranti è un cambiamento che le percentuali di occupazione non dicono.

La seconda faccia è l’acqua. Il 2026 è stato un anno di grande siccità, lo ha ricordato la Comunità del Garda. A fine marzo il lago segnava 129,6 centimetri all’idrometro di Peschiera, il 19 agosto era sceso a 51,7. Fra giugno e agosto ha perso 40 centimetri in due mesi, e per frenare la discesa il deflusso verso il Mincio è stato ridotto passo dopo passo, fino ai 14 metri cubi al secondo di questi giorni. Mentre scrivo il livello è di 59 centimetri: la media del 22 ottobre fra il 1995 e il 2025 è di 75, l’anno scorso eravamo a 83. Non è il 2003, quando lo stesso giorno l’idrometro segnava 10 centimetri, ma basta per ricordarci che il lago non è un serbatoio senza fondo. È bastata la pioggia del 21 ottobre per vederlo risalire di tre centimetri in un giorno: il cielo fa la sua parte, a noi tocca quella della misura.

Le due facce, in fondo, sono una sola. Il lago che riempie gli alberghi è lo stesso che d’estate alimenta le irrigazioni a valle e gli acquedotti dei Comuni rivieraschi. Tenerlo in equilibrio tra chi lo vive, chi ci lavora e chi sta più in basso è il vero lavoro dei prossimi anni.

Intanto arriva novembre, e la calma è solo apparente. Il 7 e l’8 a Riva tornano i Frantoi Aperti, il 14 e il 15 è la volta dell’Antica Fiera di Cavalcaselle. Il 15 c’è il Mercantico nel centro storico di Lonato e a Castelletto di Brenzone la Sfida delle Carbonere, che prepara la Fiera di Santa Caterina del 25. Il 15, poi, il Parco Sigurtà chiude per l’inverno, mentre ad Arco dal 13 e a Garda dal 27 si accendono i primi mercatini di Natale. Il 30 Riva chiude il mese con la Fiera di Sant’Andrea, e in mezzo, a Riva e a Nago-Torbole, si festeggiano i duecento anni di Collodi.

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«Il tempo vola», scriveva sempre mio padre in quel novembre del 2012, sul numero 47 di GN. Aveva ragione allora, e ce l’ha ancora. Buona lettura e buon novembre a tutti.

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