Passano dalle parole ai fatti gli agricoltori che nel 1993 hanno avuto terreni espropriati per la costruzione della tangenziale, senza essere stati ancora del tutto indennizzati. Oggi si riuniranno per mettere a punto la protesta.
Iniziative in programma
Tre le iniziative allo studio: interpellanza parlamentare, denuncia dell’Anas per inadempienza, blocco stradale con i trattori.
L’incontro, organizzato dalla Coltivatori Diretti, è in programma alle 10 nella sala civica dell’ex asilo Menghini. Nello stesso locale i rappresentanti delle aziende si erano ritrovati il 18 ottobre per affrontare il medesimo argomento.
Nel frattempo, è stato dato incarico all’avv. Claudio Anghinoni di studiare e seguire la pratica, visto che non si conosce nemmeno il numero esatto delle persone interessate. Il sindaco Sigurtà aveva avanzato il numero di 166, ma le aziende, considerando i nuclei familiari, varierebbero tra le 40 e le 50.
Stato delle indennità e azioni legali
Oggi, il legale raccoglierà la documentazione per poter quantificare gli indennizzi. Sinora, l’Anas ha pagato l’80 per cento, ma non ha provveduto al saldo.
«La cifra mancante – spiega il presidente della Coldiretti castiglionese Magagnotti – può lievitare con altre spettanze e gli interessi».
«La riunione – ha aggiunto – ha prevalentemente carattere tecnico-burocratico; ma non solo. Sicuramente esamineremo le decisioni da prendere per far valere i diritti degli espropriati.
Nelle stesse condizioni dei mantovani si trova un gruppo di agricoltori del Bresciano, ugualmente esasperato per questo problema da anni insoluto. Il sindaco di Castiglione ci ha informato che l’Anas conta di aver presto a disposizione il finanziamento necessario, ma noi vogliamo veder definitivamente conclusa questa lunghissima vicenda».
Situazione attuale e posizione delle istituzioni
Il vicedirettore provinciale della Coldiretti Carlo Anselmi ha spiegato di aver ricevuto una lettera con cui il prefetto si dice disponibile a un incontro e segnala che l’Anas si sta adoperando per reperire i fondi da destinare al saldo degli indennizzi.
«La verità è – ha commentato – che non siamo ancora in presenza di una soluzione immediata. A questo punto gli agricoltori stabiliranno, con la consulenza del legale, l’atteggiamento più opportuno da tenere».
Proteste e prospettive future
La situazione si è deteriorata con il trascorrere del tempo. Gli interessati hanno prima atteso pazientemente gli sviluppi, poi hanno fatto sentire sempre più forte la loro voce, sollecitando ripetutamente (e inutilmente) l’Anas.
Ora, a due anni dall’apertura della tangenziale, si apprestano a formalizzare e a programmare la pubblica protesta.


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