giovedì, Giugno 13, 2024
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I livelli delle acque rimangono alti ma il presidente dell’azienda speciale Garda Uno tranquillizza

«Nessun danno al depuratore»

Anche con il ritorno del bel tempo i livelli delle acque del Garda rimangono alti. Ieri martedì mattina erano attestati a quota 172 sopra lo zero idrometrico di Peschiera dopo che la settimana scorsa avevano raggiunto la quota massima di più 174 centimetri. Rimangono quindi gravi le preoccupazioni della popolazione gardesana anche se la situazione rimane costantemente sotto controllo da parte dei responsabili del Magistrato alle Acque che con le chiuse di Salionze regolano l’uscita del Mincio che attualmente scarica 190 metri cubi di acqua al secondo, che, a sua volta, va a interessare i laghi di Mantova. Situazione che mantiene anche l’Azienda speciale Garda Uno in stato di allerta per quanto concerne le condutture della struttura circumlacuale che raccolgono le acque di scarico di gran parte della sponda occidentale del lago di Garda per coinvogliarle poi al depuratore di Peschiera dove confluiscono anche tutte quelle della sponda orientale dell’Azienda Gardesana Servizi. Naturalmente con questo stato di cose nei due collettori stanno entrando anche grandi quantità di acque non provenienti esclusivamente dalle fognature. Acque bianche, o quasi, che raggiungono il centro di depurazione di Peschiera la cui gestione è affidata alla Garda Uno. «Una situazione assai pesante, che ci impegna quotidianamente nei controlli sistematici di tutta la rete», afferma il presidente del Garda Uno Guido Maruelli», in modo da aver monitorata minuto per minuto l’intera situazione». Nessun danno al momento è segnalato all’impianto depurativo né tanto meno alla rete di raccolta dell’intero sistema di collettamento. Una situazione quindi che rassicura e fa ben sperare per la prossima stagione turistica volta a bissare le ultime positive annate che hanno visto una sempre maggiore e costante situazione di pulizia e balneabilità delle acque del lago di Garda. Attività quella del Consorzio Garda Uno che guarda anche verso nuove iniziative e nuovi «passaggi fondamentali» e che riguardano anche la sponda veronese del lago nel tentativo di costituire un unico ambito di gestione per tutto il bacino gardesano. «Necessario fare i conti- afferma il presidente del Consorzio bresciano- con le rispettive province e regioni ma mi sembra che finalmente le cose ora comincino a camminare nel verso giusto». L’obiettivo dell’Azienda bresciana, oltre alla trasformazione in una società per azioni, pratica in corso, è che la stessa cosa venga effettuata anche nel Veronese . Tra i progetti presentati da Garda Uno alla Commissione ecologia della provincia di Brescia, anche quello relativo alla pulizia dell’acqua di superficie dei porti e dei litorali, con l’uso del battello spazzino più razionale. Un progetto da 550 milioni che dovrebbe risolvere il problema della pulizia delle spiagge e di tutti quei punti compresi tra la parte asfaltata e la parte a lago che spesso risultano essere terra di nessuno ma che vanno egualmente gestiti e tenuti puliti. Una problematica questa che interessa anche la sponda veronese del lago e che va affrontata per dare maggiore positività all’immagine turistica e ambientale del Garda e delle sue sponde.

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