Sull’onda di un rivanità doc all’assessorato provinciale al turismo – Mario Malossini, che sembrava tramutare in oro tutto quello che toccava – ci fu un’epoca (gli anni Ottanta) in cui il Comune di Riva partecipò con entusiasmo (e con moneta) allo sviluppo delle società «partecipate»: che allora erano, sostanzialmente, la Alberghi Atesini (ora Lido spa) e la Palacongressi. Ai non pochi critici di questa «scommessa interventista», l’impegno apparve eccessivo: più spese che benefici. Ma anzichè affrontare le obiezioni, le amministrazioni comunali – prima con Molinari e poi con Cesare Malossini – preferirono risolvere la mina vagante in sede politica affidando deleghe pressochè totali ai cda delle società, rallentando la generosità di cassa, estromettendo la «rogna» dalle sedi consiliari classiche. Scelta che sarebbe stata politicamente saggia, se le società avessero avuto gambe per camminare da sole. Così non è, invece, per la Lido spa, che ora si trova ad affrontare investimenti fuori portata senza il minimo conforto del Municipio. Tornare a scucire soldi? Vendere e liquidare i patrimoni (o parte di essi)? Trovare altri e più generosi partner privati? Ecco gli interrogativi irrisolti mentre le strutture, come hotel Lido e Spiaggia degli Olivi, stanno come d’autunno sugli alberi le foglie.
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Turismo
Gli entusiasmi addormentati
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