venerdì, Giugno 21, 2024
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La vedova di Germano Chincherini lo sta realizzando a Peschiera insieme a un hotel 4 stelle. Una Fondazione in prima fila nel ricordo del grande albergatore

Golf, un campo targato Bs

Germano Chincherini è scomparso nell’estate 2000, all’età di 63 anni, ma il ricordo della sua figura viene tenuto vivo dalla moglie (Helena, finlandese), dall’impero turistico (13 alberghi, disseminati tra Limone, Bardolino, Malcesine e la Sicilia, per un totale di 3.500 posti letto e 500 dipendenti, tra fissi e stagionali), da una Fondazione e da una serie di iniziative. Sulla sponda veronese del lago, ad esempio, si è appena conclusa la quarta edizione del Memorial di calcio, riservato alla categoria Allievi. Hanno partecipato le squadre delle località dove Chincherini aveva aperto le sue strutture: l’Atletico di Catania (che ha vinto la finale per 3-1), la Benaco di Bardolino (seconda), la Limonese (terza) e il Letojanni. I ragazzi sono stati ospitati per alcuni giorni nel Parc Hotel Gritti e, al termine della manifestazione, si è svolta una serata di gala. Nella presentazione-stampa svoltasi in municipio a Bardolino, con il sindaco Armando Ferrari, il suo collega di Pastrengo Giorgio Benamati, Antonio Cannavò (responsabile tecnico dell’Atletico, fratello di Candido, ex direttore della «Gazzetta dello sport»), ecc. si è parlato anche della Fondazione creata per garantire ai ragazzi poveri la possibilità di studiare, e per finanziare varie attività religiose, come l’illuminazione nella chiesa di Limone. Germano non ha avuto figli, e un giorno rimase sconvolto quando in Kenia (dove stava realizzando un villaggio) vide morire un bambino, morsicato da un serpente. I manovali scavarono una buca, e lo seppellirono. Quell’episodio lo segnò profondamente. Gli fece pensare a come la vita sia appesa a un filo. Tornò dall’Africa con la malaria, e chiese di essere ricoverato in un istituto di preti, a Negrar, in Valpolicella. Guarì. E cominciò a sostenere iniziative benefiche, con lo slancio e le passioni del «povero ricco», come amava definirsi. «Aveva solo la quinta elementare, ma possedeva grandi capacità manageriali, memoria ferrea, parlantina sciolta e lungimiranza turistica», ha detto il cugino, Antonio Girardi. Germano aveva ancora i pantaloni corti quando cominciò a vendere i limoni e le arance in una piazzuola sulla 45 bis. «Nel dopoguerra – ripeteva – eravamo dei pezzenti: chi faceva il pescatore, chi raccoglieva le olive. Poi qualcuno cominciò ad attrezzare a campeggio qualche declivio, accogliendo i passanti che volevano fermarsi a Limone, ma venivano immancabilmente scacciati dai contadini». Nel ’61 chiese un mutuo fondiario, garantito da un paio di terreni, poco più grandi di un fazzoletto, iniziando a costruire l’albergo Cristina, da 400 posti letto. La sua fortuna: l’incontro col prete-padrone della Tjareborg, l’agenzia danese che gli spediva pullman a frotte. Intere famiglie dalla Scandinavia, per vacanze da 15 giorni, a tariffe tutto compreso. «Lui procurava i clienti e io i posti letto – raccontava -. Lui mi anticipava i soldi in conto prestazioni turistiche e io cominciai a espandermi». I 13 alberghi sono raggruppati nella catena Parc hotels Italia: cinque a Limone («Cristina», «Leonardo da Vinci», «San Giorgio», «Royal», «San Pietro»), due a Malcesine («Don Pedro», «Sole»), uno a Bardolino («Gritti»), uno a Brenzone («Drago»), quattro in Sicilia («Caesar Palace» a Giardini Naxos, «Ariston» a Taormina, «Antares» e «Olimpo Terrazze» a Letojanni). Con un’organizzazione centrale per gli acquisti, un’agenzia viaggi, un’impresa edile per le ristrutturazioni. «Da povero straccione – confessava -, sono diventato molto ricco. Ma intendo mantenere le radici sul lago di Garda». E sulla sponda veronese Helena, la vedova che prosegue l’attività del marito, sta realizzando il «Parc hotel Paradiso & golf resort», a un chilometro dall’uscita del casello autostradale di Peschiera: 800 mila metri quadrati di terra, buona parte dei quali in territorio di Castelnuovo. In primavera saranno inaugurati il campo a 18 buche, disegnato dall’architetto americano Jim Fazio, la club house e il residence. Nel 2005 il complesso sarà definitivamente completato con il secondo residence e l’albergo a quattro stelle, da 170 camere. Ci saranno un campo di calcio, quattro da tennis, uno da pallacanestro, uno da beach volley, una piscina, una palestra all’aperto, il centro wellness, l’anfiteatro, le sale congressi, il ristorante e la pizzeria. Intanto il «Gritti» è già stato «requisito» dalla Federazione italiana di ciclismo per i mondiali del prossimo settembre, che si correranno a Verona e a Bardolino.

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