lunedì, Febbraio 26, 2024
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Il turismo sui laghi. Negativo il primo semestre, si punta sulla seconda parte dell’estate. Calo fra il 10 e 20%: Limone in flessione, tiene Sirmione

I tedeschi tradiscono il Garda

Le previsioni ottimistiche della vigilia, che parlavano di un bis della stagione d'oro del 2001, sono state per il momento smentite. A metà estate gli albergatori della Riviera del Garda denunciano una riduzione tra il 10 e il 20% di presenze, soprattutto turisti tedeschi. Ancor più marcato il calo nelle strutture all'aria aperta, dove il maltempo che ha caratterizzato maggio, parte di giugno e questa prima metà di luglio, ha sicuramente influito pesantemente sul primo saldo di stagione. E a piangere sono anche i noleggiatori di natanti, i gestori di stabilimenti balneari che dai tedeschi, serbatoio indiscutibile del Garda, hanno sempre pescato a piene mani. «Ma è presto per fare proclami – dicono all'Apt di Brescia – il consuntivo si fa alla fine di un anno. Può darsi che la primavera abbia fatto segnare un segno meno, ma se si avrà una coda estiva promettente ecco che il bilancio potrebbe riequilibrarsi. I campeggi, che sono tra i più colpiti, potranno influenzare il dato complessivo delle presenze: ma aspettiamo….». Perfino la , l'azienda pubblica di , lamenta «una lieve riduzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, superiore però al 2000», dichiara il direttore d'esercizio Marcello Coppola. Ma quali sono le possibili cause di questo passo indietro nel comparto turistico, anche se non si può parlare ancora di scivolone? «Prima di tutto – sottolinea il presidente degli albergatori bresciani, Paolo Rossi – la flessione in questi primi sei mesi e mezzo si aggira tra il 10 e il 20%. Quanto alle cause possono limitarsi a tre: una situazione di congiuntura economica sia a livello nazionale che internazionale, poi le difficoltà di introduzione dell'euro nel mercato mitteleuropeo che hanno frenato i consumi, quindi la concorrenza marcata di Paesi dell'area mediterranea, Croazia, Grecia e Spagna, dove i prezzi sono decisamente bassi. «La stagione, però, è lunga – continua Rossi – e gli albergatori tirano le somme a fine anno. Certo, preoccupa l'assenza dei tedeschi, mentre i nuovi mercati, come quello americano, non sono ripartiti. Anche il mercato interno continua a perdere, almeno sul Garda». A Limone , l'emorragia di turisti è ancor più pesante, a causa dei tedeschi che, da soli, rappresentano l'80% del totale delle presenze. «Il cambio dell'euro ha significato molto per il tedesco – osserva il presidente degli albergatori Gianfranco Montagnoli – poi aggiungiamoci la concorrenza di alcuni Paesi come Croazia e Grecia. Una famigliola tedesca, oggi, impiega in auto da Monaco a Rovereto circa 3 ore e mezza, poi per raggiungere Limone ne deve impiegare quasi altrettante. Con un volo charter ne impiega tre per andare in Grecia o Croazia. Ecco perchè dobbiamo continuare la nostra battaglia per migliorare la dell'alto lago. Finora si parla di un 15% in meno di presenze». Non si lamenta, invece, il titolare del Grand Hotel di Gardone Riviera , Franco Mizzaro. «Lavoriamo principalmente con la clientela inglese e questa non ha tradito, però mi risulta un calo di tedeschi un po' dappertutto». A Desenzano viene denunciato un calo tra il 10 e il 15%: «Non ci sono prenotazioni – dice Saverio Ziliani, a capo del Consorzio Albergatori – si risente della situazione tedesca». Più contenuta la perdita, invece, a Sirmione dove Dino Barelli, numero uno dei locali albergatori, parla di un calo del 5%, in gran parte tedeschi. «Siamo stati presi alla sprovvista – ammette – perchè le previsioni erano buone; invece finora è andata discretamente, eppure i prezzi sono stati ritoccati di un niente». «Avvertiamo un netto calo di turisti tedeschi – segnalano Giancarlo e Rosanna Minozzi dell'Italnolo di Sirmione – abbiamo avuto perdite in giugno e luglio, malgrado le tariffe di noleggio di un pedalò o di sdraio siano state aumentate di appena 50 centesimi». Alberto Perinelli, presidente dell'Associazione Noleggiatori del Garda, denuncia infine una «pesante recessione nella categoria a causa del 15% in meno di presenze e arrivi turistici, alla quale si deve aggiungere un altrettanto pesante fenomeno di abusivismo di noleggiatori nei residence e nei campeggi. Occorrono più controlli e maggiore sensibilità dei Comuni per quanto riguarda l'offerta dei servizi negli stabilimenti balneari: più docce e spogliatoi, maggior pulizia e migliore arredo».

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