Considerazioni sul pontone affondato a Riva
Non poteva sfuggire all’attenzione del dottor Paolo Barbagli, battagliero presidente del gruppo ambientalista Amici della Terra (che evidentemente sono amici anche… dell’acqua), la fine non proprio gloriosa del pontone Tenace, fatto affondare un paio di settimane fa nel golfo di Riva.
Ma come – chiede Barbagli, non senza buoni argomenti – il «pubblico» scarica a lago quel che gli pare e poi punisce (giustamente) chi lo usa per sgomberare la cantina?
Ma ecco tutte le considerazioni di Barbagli.
Dettagli dell’affondamento e questioni ambientali
Il 29 marzo 2001, il pontone Tenace, costruito per la scuola sommozzatori dell’istituto tecnico Rossi a Porto S. Nicolò, e poi usato dal Comitato manifestazioni rivane come base di lancio per i fuochi d’artificio della Notte di Fiaba, viene affondato con grande dispiegamento di mezzi (il traghetto Tonale, una motovedetta dei vigili del fuoco, alcuni sommozzatori) nel tratto di lago tra punta Lido e il molo della Fraglia.
l’affondamento viene decretato dal Comune e dalla Provincia dopo che, privo di manutenzione e ormeggiato davanti all’attracco del Lido, si era inclinato e posato sul fondo a pochi metri dalla riva, impedendo l’uso del pontile alla Navigarda.
Con questa decisione si stabilisce anche che ci sono due pesi e due misure: ciò che per un privato, sorpreso a gettare nel lago un vecchio frigorifero o un sacchetto di rifiuti, è un reato perseguibile, diventa lecito quando interviene il pubblico, anche in presenza di rifiuti (che ormai era diventato il pontone) di alcune tonnellate.
Domande sulle responsabilità e sulla sicurezza
Sorgono alcune domande:
1) Se la proprietà del pontone, come sembra, era del Comitato, non era compito di quest’ultimo recuperarlo e conferirlo, magari opportunamente smembrato, agli appositi centri di raccolta o discariche?
2) A carico di chi ( Navigarda, Comune, Provincia, Comitato) sono state poste le sicuramente ingenti spese per l’affondamento?
3) Siamo proprio sicuri che il pontone, usato per anni come base di lancio per fuochi d’artificio e quindi con ogni probabilità «sporco» del materiale usato per i botti, sia assolutamente inerte e innocuo per l’equilibrio ambientale del lago e per la sicurezza dei bagnanti?
4) È proprio esteticamente ininfluente, ai fini turistici, intravedere un pontone su un fondale di circa 20 metri di profondità (questa è la profondità dove si trova ora il pontone) a pochi metri dalla riva di una cittadina turistica come Riva?
5) In base a quali normative, e da quale autorità del Comune e della Provincia, è stato permesso tale affondamento?
La situazione del Garda e questioni di gestione dei rifiuti
Per finire, un dubbio: ma il Garda, almeno nel tratto antistante Riva, tra pontoni e sassi misti a detriti, dal 5 aprile scaricati con frastuono per creare un inutile «rilevato a protezione della sponda del lungolago d’Annunzio» (così titola in burocratese il progetto sfornato con una velocità da centometrista), è diventato un’**enorme pattumiera**?


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