venerdì, Giugno 21, 2024
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La chiesa ha bisogno di interventi urgenti di ristrutturazione

Il parroco bussa in Regione «E i 400 milioni promessi?»

La parrocchia di santa Maria Bambina di Polpenazze avanza un sostanzioso credito dalla Regione Lombardia: soldi che dovevano servire per i lavori di ristrutturazione della chiesa, poco più di 400 milioni di vecchie lire, e la cui assegnazione è già stata oggetto nel 2000 di una pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Da allora, però, il contributo stanziato a favore dell’edificio di culto che troneggia nella piazza centrale di Polpenazze non si è saputo più nulla. «Ci siamo rivolti a tutti i santi – dice scherzando ma non troppo don Roberto, parroco del paese – Purtroppo sembra che la mancata erogazione dipenda dai problemi relativi ai problemi di decentramento di alcuni fondi statali nei quali pare sia compreso anche il nostro contributo. Insomma, sembra proprio che non resti che attendere». Quei soldi servirebbero a don Roberto per completare l’ambizioso progetto di ristrutturazione della chiesa, che risale alla fine del 1500, avviato lo scorso novembre a causa di problemi relativi ad infiltrazioni di acqua dal tetto che col tempo avevano accentuato la propria gravità. Per dare il via ai lavori il parroco non poteva certo attendere il sostegno economico delle istituzioni: ha messo mano al conto corrente della parrocchia con le offerte dei fedeli, è riuscito ad ottenere un contributo dalla Conferenza Episcopale Italiana dai fondi dell’otto per mille, ha avuto contributi sia dalla Cariplo che dall’amministrazione comunale. Alla fine, la somma raccolta arrivava al tetto dei 750 milioni di vecchie lire: quanto bastava per tutti gli interventi più urgenti. Poi, ad un paio di mesi dall’inizio del rifacimento del tetto, una scoperta tutt’altro che piacevole: la facciata della chiesa era staccata di ben otto centimetri dal corpo dell’edificio. «Abbiamo chiesto una consulenza ad un ingegnere specializzato dell’Università di Milano – spiega don Roberto – Pare che il fenomeno sia stato causato principalmente dalle infiltrazioni sotterranee di acqua, ma anche dal vento e dalle opere pubbliche di asfaltatura e di realizzazione delle fognature. Il tecnico ha prospettato una soluzione non risolutiva, ma l’unica possibile per rallentare il fenomeno: l’aggancio della facciata al corpo centrale tramite anche la costituzione di nuove basi di acciaio. Naturalmente questo intervento ha pesato non poco sul budget che avevamo previsto, mandando un po’ all’aria tutti i nostri piani». Nella lista dei lavori da fare restano infatti i lavori di rifacimento della casa del sacrestano, la messa a norma dell’impianto elettrico, gli interventi per bloccare l’umidità da risalita. Come non bastasse, ci si è messa anche la terribile grandinata del quattro agosto, che ha bucato e mandato in frantumi tutte le vetrate principali. «Siamo assicurati – spiega don Roberto – ma purtroppo il tipo di polizza stipulato non prevedeva la copertura di questo tipo di infortunio. Che ora torna a pesare sui nostri conti». Insomma, quei soldi della Regione ora alla parrocchia di Polpenazze farebbero davvero comodo. E lui, don Roberto, è ora intenzionato a fare un po’ di rumore nella speranza che si muova qualcosa. «Non dimentichiamo che non stiamo parlando di un edificio qualunque – ricorda – La nostra chiesa è vincolata dalla legge 1089 sui beni architettonici. I recenti lavori sono stati concordati e supervisionati dalla Sovrintendenza alle Belle Arti nonchè dal direttore dell’Ufficio Beni Culturali della Curia di Verona. Questo è un patrimonio storico, che va salvaguardato».

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