sabato, Giugno 22, 2024
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Prima chiesa, poi banca ora splendida sala mostre. Sotto il pavimento potrebbe esserci la tomba di un nobile

Il restauro della ex sede della Cariverona

Da banca a sala mostre. Nell’ex chiesetta dei santi Nicolò e Rocco, in pieno centro comunale, proprio di fronte al porto, l’Amministrazione municipale sta portando avanti a stralci i lavori per la riqualificazione dello storico edificio che negli ultimi cinquant’anni ha funzionato come sede della Cariverona. Passata nel 2001 in proprietà al Comune il locale ha ospitato nell’estate dell’anno scorso la personale del pittore veneziano, nonché noto giornalista Rai, Ferruccio Gard. Una occasione risultata importante anche per capire la valenza strategica che riveste il luogo in paese per la promozione della cultura nelle sue molteplici forme. Una idea che ha fatto breccia nell’Amministrazione comunale, che ancora nel giugno del 2001 ha fatto redigere un progetto preliminare per il recupero dell’ex chiesa costruita nel 1647 da Giorgio Zorzi, detto «il Mezeta». Nel gennaio dello scorso anno invece la Giunta capitanata da Giuseppe Lombardi ha stanziato una prima somma di 58mila euro, che sono serviti per il recupero degli intonaci dell’edificio e per i serramenti oltre al futuro recupero dell’originario pavimento coperto da uno strato di alcune centimetri di cemento che nasconde una pietra lavorata a mezzo rilievo. «Nel corso dei lavori di smantellamento del controsoffitto l’impresa Valentino di Verona ha portato alla luce», spiega l’architetto Renzo Andreoli, responsabile dell’ufficio tecnico comunale, «una volta affrescata. Abbiamo pertanto sospeso le operazioni e, dopo aver avvisato la Soprintendenza, abbiamo affidato l’incarico di studiare le pitture allo storico Stefano Godi. Nella perizia depositata è redatta una prima descrizione concernente sia lo stato di conservazione che la proposta d’intervento per la messa in sicurezza dell’arriccio, dell’intonachino della volta e la proposta per il trattamento delle decorazioni a tempera, degli stucchi e di reintegrazione pittorica. Allo stato attuale siamo ancora in una fase interlocutoria dei lavori. Stiamo inoltre verificando se sotto l’originario pavimento, al momento solo parzialmente visibile, esiste una tomba di un nobile del lago di Garda», conclude Andreoli più che mai innamorato dell’ex chiesa dei santi Nicolò e Rocco.

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