venerdì, Giugno 21, 2024
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Stasera al Pernone, il Comitato presieduto da Alberto Maganzini chiederà al sindaco di prendere una posizione netta. Aperto il cantiere, ma continua la battaglia dei contrari all'opera

Il tunnel corto di via Monte Oro: si parte

A dicembre è arrivata una trivella, il parcheggio è stato “requisito”, pronto a diventare base e deposito per il cantiere e per tutta la giornata in zoan si è mosso un folto gruppo di tecnici e operai. Tutto è pronto ormai, in via Monte Oro, per dare il via ai lavori di realizzazione del tunnel corto della variante ovest. Le speranze di un ripensamento provinciale sono svanite, insomma, ma la battaglia “pro tunnel lungo” è tutt’altro che finita.I lavori saranno portati a termine della ditta Danti di Bologna, che si è aggiudicata l’appalto, e partiranno tra circa un mese, al termine dell’opera di disboscamento e di consolidamento e della demolizione di due abitazioni (quella accanto a Villa Betta, proprio dov’è previsto l’imbocco della galleria, e una un po’ più in alto sulle pendici della Rocchetta). In un momento successivo, sarà realizzata una strada che permetta l’accesso dei macchinari al punto in cui incomincerà lo scavo.In prima fila tra i contestatori, ovviamente, c’è il comitato che prende il nome proprio da via Monte Oro ed è formato dai residenti della zona interessata direttamente dall’opera. Già da giorni, era stato organizzato per oggi (ore 20.30) un incontro al centro sociale del Pernone a Varone per parlare del collegamento Riva-Rovereto. Dopo l’accelerazione dei preparativi registrata in questi giorni, stasera si parlerà soprattutto di via Monte Oro. «Spero davvero che il sindaco sia presente – sbotta Alberto Maganzini, presidente del Comitato Monte Oro – perché abbiamo parecchie domande da porgli. Al primo cittadino chiederemo innanzi tutto di prendere finalmente una posizione chiara di fronte, oltre che al richiamo del ministero dell’Ambiente e della commissione europea, alla delibera unanime del Consiglio comunale con cui si chiedeva alla Provincia di rivedere il progetto. Fino ad ora, pur firmando la delibera, Matteotti non s’è mai voluto sbilanciare quasi non volesse dare dispiaceri al presidente Dellai. Dovrà dirci se intende ascoltare la voce della sua città o vuole piegarsi alle imposizioni di Trento». La serata si preannuncia molto calda, insomma. Per spiegare gli effetti che avrà un tunnel con sbocco proprio nel centro di Riva, gli organizzatori dell’incontro di stasera hanno anche invitato dei tecnici e un super esperto internazionale come Fernando de Simone della North Consult, uno studio di progettazione leader mondiale per questo tipo di opere. «A preoccupare non sono solo gli effetti a dir poco devastanti che il tunnel avrà su tutto l’ambiente circostante e, in termini di salute e vivibilità, sull’intera città – spiega Emilio Betta, fondatore del Comitato e proprietario dell’omonima villa – ma, a breve termine, anche le stesse fasi di realizzazione dell’opera. La zona in questione non è altro che una frana staccatasi dalla Rocchetta in tempi antichissimi e il nome “lavini” dato alla località ne è la testimonianza più lampante. Ovvio che venga da chiedersi quali conseguenze potranno avere sugli edifici e sulla montagna le cariche esplosive che saranno fatte esplodere nelle viscere della Rocchetta».

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