lunedì, Febbraio 26, 2024
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La sala consiliare del municipio diventa la «stanza dei sindaci».

In galleria i sindaci al governo del paese dall’unità ad oggi

La sala consiliare del municipio diventa la «stanza dei sindaci». Una galleria con le foto dei 32 amministratori pubblici che dall'unità d'Italia ad oggi hanno ricoperto l'incarico di primo cittadino a Lazise. Un'ispirazione nata in seno all'amministrazione ma realizzata grazie all'impegno, come sottolinea il sindaco Luca Sebastiano, dell'appassionato Umberto Rossetti, che ha recuperato dagli archivi comunali le foto di questi personaggi. La galleria verrà inaugurata domani alle 18. «Un'opera costata non poco in termini di ricerca storica», puntualizza Sebastiano, «ma poco o niente dal punto di vista economico e che documenta quasi 150 anni di storia comunale. Un documento fotografico da consegnare alla collettività, che mette in risalto il nostro passato e che rinverdisce quelle che sono le nostre tradizioni». All'inaugurazione sono stati invitati i sindaci ancora presenti, i familiari e la popolazione tutta e verrà illustrata la ricerca di Rossetti, a lungo responsabile dell'ufficio anagrafe del Comune. Una carrellata di documenti a partire dall'anno 1872 quando il Comune contava la metà degli abitanti di oggi: 2.963, di cui 1.504 maschi e 1.469 femmine, e con primo sindaco il conte Bortolo Cavazzocca Mazzanti. La popolazione per metà risiedeva nel capoluogo (1.552) suddivisa in 315 famiglie e con 518 case abitate. Colà aveva 983 abitanti conglobati in 176 famiglie, con 193 case abitate e 24 vuote, mentre a Pacengo gli abitanti risultavano 367 racchiusi in 78 famiglie. Abitanti saliti nel 1901 a 32.034, con Lazise secondo comune dopo Castelnuovo (4.300 abitanti) del terzo distretto della provincia di Verona, che riuniva la riviera veneta del Garda e aveva (con 2.565 abitanti) come capoluogo. «L'amministrazione degli interessi pubblici era competenza», riporta il libro Lazise com'era di Giuseppe Franco Vianini e Renzo Bertasi edito a cura dell'associazione Francesco Fontana, «del Consiglio comunale, eletto a suffragio limitato da 400 capifamiglia». I temi caldi di allora erano la sistemazione dell'area portuale, la cura del castello e delle mura, la lotta antincendi, la manutenzione stradale, il collegamento con Verona, l'illuminazione pubblica e la regolamentazione della pesca.

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