giovedì, Luglio 25, 2024
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Roma ha sbagliato i conti. Così sono ritornati in servizio

In pensione, solo per mezz’ora.

«Io sono stato in pensione per mezz’ora, dalle ore 11.23 alle 11.57, poi ho dovuto riprendere servizio». L’altro ieri Mauro Losi, di Manerba, professore di Matematica all’Istituto tecnico «Battisti» di Salò, con due colleghi della stessa scuola (Maria Rosaria Stefani di Vobamo e Giuseppe Avantaggiati di Roè Volciano, docenti di Economia aziendale) e numerosi altri in provincia, ha vissuto una vicenda kafkiana, in un certo senso emblematica del caos che regna nella nostra scuola a livello burocratico.Prima collocati a riposo (con loro grande soddisfazione), poi rimessi in cattedra (con un pizzico di delusione).Crediamo che Losi, rimasto in pensione soltanto per 34minuti, abbia battuto tutti i record: gli altri, invece, hanno «resistito» due, se non addirittura tre ore.Una vicenda paradossale, che nasce da una delle tante circolari ministeriali.Fino al 5 di agosto gli insegnanti delle materie in situazione di esubero, vale a dire quelle con più professori che cattedre, potevano presentare domanda di prepensionamento. Requisiti richiesti: almeno 17 anni di servizio effettivo al 31 dicembre ’92 (24 anni, 7 mesi e 16 giorni al 31 agosto 2000) e 54 di età entro il prossimo 31 dicembre; oppure 29 anni, 7 mesi e 16 giorni, a prescindere dall’età, u trattamento economico è penalizzato. Viene infatti calcolata una riduzione percentuale:1 % a chi manca appena un anno per raggiungere i 35, nel primo caso, o i 37 nel secondo, 3% a chi ne mancano due; 5% tre, e così via: 7%,9%,ll%,ecc. Molti insegnanti hanno colto al volo l’occasione, inoltrando regolare domanda. Attendendo pazientemente una risposta, che avrebbe dovuto arrivare entro il 20 agosto.Martedì mattina, in ritardo sui tempi previsti, è finalmente arrivato un fax dal Provveditorato, firmato dal direttore amministrativo Francesco Musolino, responsabile del settore pensioni, riscatti e buonuscite, per conto di Antonio Zenga, il numero 1.I fax arrivano scaglionati, ma in tutte le lettere c’è scritto: «Lei (Losi, Stefani, Avantaggiati e chissà quanti altri, ndr) risulta in esubero. Pertanto, accogliendo l’istanza di dimissioni, cessa dal servizio con decorrenza 1 settembre 2000. Nel ringraziarla per il proficuo lavoro svolto, colgo l’occasione per inviarle distinti saluti. La scuola di appartenenza è cortesemente pregata di far pervenire la prescritta documentazione». Due professori salgono in automobile e si recano in città. In Provveditorato ricevono conferma: «O.K., tutto in regola. Siete in pensione».

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