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Gli esperti parlano del tunnel sotterraneo tra la «risorgenza» di San Zeno de l’Oselet e la Spluga dei Cervi

La grotta sotto il Baldosvelata da foto e filmati

Saranno proiettati domani sera a Castelletto dagli speleologi del Gasv autori della scopertaGiovedì 02 Aprile 2009PROVINCIA,pagina 31e-mailprint Lo speleologo del Gasv De Angelis all’uscita dalla grotta sotterranea che collega lago e Baldo Il fantastico mondo delle grotte rende sempre più credibile l’antica teoria speleologica secondo cui, sotto il Monte Baldo, esiste un grande abisso. Per conoscere le ultime scoperte del Gruppo attività speleologica veronese (Gasv), presieduto da Roberto Accordi, appuntamento domani sera a Castelletto. Alle 20,45, al Garda Family House delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, si terrà la serata «La speleologia sul Baldo» curata dal Gasv col Comune. Sarà presentato un documento fotografico, 40 minuti, curato da Andrea Ceradini che, concentrandosi su aspetti storici, naturalistici e turistico, riassume le conoscenze speleologiche di quest’area con foto d’altre grotte: Tanella di Pai, Soala, Bus de le Taccole, Risorgenza di S. Zeno de l’Oselet, Grotta le Fasse, Pozzo delle Buse a Brenzone, Spluga dei Cervi a San Zeno di Montagna e Spluga del Tasso a Caprino.Seguirà un film, 21 minuti, «La risorgenza di S. Zeno de l’Oselet», realizzato da Ferruccio Ghezzer, presentato l’anno scorso al convegno nazionale di speleologia di Valle Imagna (Bergamo) e a Novezzina di Ferrara di Monte Baldo. Illustra le recenti esplorazioni speleo-subacquee fatte in questa grotta, interessante perché si apre al di sopra di un sito archeologico che ha portato, nel 2004, alla scoperta dell’unica villa romana d’epoca imperiale, nota finora sulla sponda veronese del Garda.La proiezione sarà preceduta dall’introduzione curata dal protagonista dell’esplorazione, lo speleo-sub di Bussolengo Andrea De Angelis. Qui, già l’anno scorso, alcuni tracciati di prova (fatti con fluorescina) hanno evidenziato il collegamento idrogeologico tra questa, che è a 125 metri sul livello del mare e a 50 metri circa dal lago, e la Spluga dei Cervi, a 935 metri sul mare sul Baldo. Tale risultato, cui il Gasv è giunto dopo due anni di lavoro, di per sé accrediterebbe l’ipotesi di un collegamento sotterraneo tra la montagna e il lago. Ora tale teoria potrebbe essere dimostrata dalla pratica.Spiega De Angelis che, con altri volontari, s’è più appassionato a questo «buco»: «Alla fine del 2005 abbiamo visitato per la prima volta la grotta dimenticata da oltre 20 anni. All’interno c’erano molti rifiuti, che abbiamo rimosso, come la palizzata eretta dai precedenti esploratori che abbiamo sostituito costruendo muretti a secco per arginare i detriti». Poi è iniziata la fase esplorativa: «Abbiamo svuotato il primo sifone con pompe elettriche fino ad arrivare in una sala, la «Gotica», terminata la quale sta il «Lago Quadrato», limite della precedente esplorazione risalente al 1982». Qui è scattata la fase inedita, la più difficile e, per certi versi, la più rischiosa: l’esplorazione speleo-subacquea a cui si è dedicato De Angelis: «Oltrepassato il Lago Quadrato, attraverso la strettoia da noi battezzata Alfonsina, nostra volontaria, ho scoperto il lago 15 aprile il cui punto più profondo (-15 metri) porta ad una nuova sala, la Grigia, completamente allagata (- 23 metri). Attraverso un altro percorso subacqueo (- 29) sono emerso in un’altra sala aerea, alta circa 30 metri». E qui la sorpresa: «Al suo culmine ho intravisto un nuovo passaggio, una finestra che lascia davvero credere che, nel Baldo, esista un grande ambiente ipogeo, cioè un’enorme grotta che sarebbe evidentemente collegata alla sponda benacense». Purtroppo a questa «finestra», che non lascia filtrare luce ma intravedere un ulteriore passaggio, De Angelis non si è ancora potuto affacciare. «È proprio questo l’obiettivo delle prossima esplorazione da affrontare però non più in solitaria ma in squadra, date le difficoltà che implica la necessaria arrampicata artificiale (con chiodi e corde ndr)».

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