sabato, Febbraio 28, 2026
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Un’opera consortile per cui finora si è speso 150 miliardi ma che a completamento dei lavori costerà oltre 200 miliardi

Ma manca ancora il tratto di Peschiera

Stato e opere in corso nel settore idrico

Un’opera consortile per cui finora si è speso 150 miliardi ma che a completamento dei lavori costerà oltre 200 miliardi. Tra le entità più consistenti ancora da realizzare, per considerare concluse le opere consortili, vi è in primo luogo il raddoppio del collettore veronese da Cisano a Peschiera.

Dopo che il tratto Cisano-Punta San Vigilio è stato recentemente ultimato e collaudato positivamente in questi giorni, si prosegue con il raddoppio. Raddoppio già effettuato negli anni Novanta, con una spesa di oltre 15 miliardi, ma dichiarato ancora non collaudabile due anni or sono dalla commissione di collaudo istituita dalla Regione Veneto.

Il motivo di tale dichiarazione era una condotta relitto, inutilizzabile sul fondo del lago, con danni enormi per la collettività, non solo per lo spreco di denaro pubblico, ma anche per il danno ambientale provocato.

Inoltre, il collettore esistente a terra da Cisano a Peschiera è di portata insufficiente allo smaltimento congiunto del carico proveniente dall’alto lago e dalla parte bresciana, attraverso la sublacuale.

Entrambi i rami, infatti, sono costretti a operare a portate ridotte, soprattutto nei periodi di punta. Non sono ancora state realizzate due ulteriori linee di trattamento nel depuratore interconsorziale di Peschiera, in aggiunta alle tre già esistenti, né l’impianto di depurazione di Limone.

Infine, non tutti i Comuni hanno provveduto al completamento e all’adeguamento delle rispettive reti fognarie interne.

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