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Moniga del Garda, mostra di Ambrogio Frigerio al Palazzo Municipale

Moniga del Garda ospita in questi giorni la mostra Ambrogio Frigerio allestita nella sala polifunzionale del Palazzo Municipale, in piazza San Martino 1 al piano terra. L’esposizione, intitolata Diario Interiore, resterà visitabile fino a lunedì 7 settembre e propone un percorso fatto di figure, volti e oggetti creativi che raccontano il lavoro dell’autore attraverso soggetti diversi e soluzioni originali.

Le opere esposte nella mostra Ambrogio Frigerio

Il nucleo principale della rassegna è composto da immagini dedicate soprattutto a bambini, coppie innamorate, danzatrici e gruppi di persone colti in situazioni quotidiane o sospese. Tra i soggetti ricorrenti compaiono bambini seduti sul bordo di una piscina, pronti a dare un bacio a un cagnolino; figure femminili con sguardi intensi; danzatrici raffigurate mentre volteggiano nell’aria con abiti bianchi o rossi.

Accanto a queste scene si trovano anche persone che camminano sotto la pioggia riparate da ombrelli multicolori, oltre ad alcune vele appena accennate sulla tela. L’unico richiamo al paesaggio è legato all’ambiente lacustre, senza però svilupparsi in una rappresentazione vera e propria del territorio.

Lo spazio dedicato alla creatività tecnica

Una seconda area della mostra è riservata alla produzione più legata alla sperimentazione tecnica. Qui trovano posto lampade dal carattere insolito, costruite con elementi lignei e metallici, fili luminescenti e dettagli che integrano orologi, sculture femminili, cigni e volti ibridi.

La varietà degli oggetti esposti mette in evidenza un lavoro improntato alla ricerca formale e alla combinazione di materiali differenti, con risultati che puntano su soluzioni visive non convenzionali.

Il percorso personale di Ambrogio Frigerio

La storia professionale di Ambrogio Frigerio, indicato anche come Gio, parte subito dopo la terza media. Nel corso degli anni ha cambiato più volte occupazione per scelta personale, seguendo l’esigenza di svolgere attività capaci di offrire interesse e soddisfazione.

Nel suo percorso lavorativo figurano esperienze in realtà diverse come Barilla, Bonduelle, Quaker e Gardaland, oltre ad altre attività svolte nel tempo. In ogni passaggio ha mantenuto continuità nell’impegno, aggiornandosi costantemente e affrontando nuove fasi con disponibilità a rimettersi in gioco.

Dopo 41 anni di lavoro è arrivata la pensione, insieme alla possibilità di dedicare più tempo alle passioni rimaste in secondo piano. La mostra raccoglie proprio i risultati nati da questo periodo più libero, durante il quale l’autore ha potuto osservare con maggiore attenzione ciò che lo circonda.

Riflessioni riportate dall’autore

Tra gli spunti presenti nel percorso espositivo compare anche una riflessione attribuita allo stesso Frigerio:
penso che ci sia qualcosa di sbagliato in queste nuove teorie, fatte di prospetti, soluzioni e libri bianchi se poi tutto alla fine porta all’incertezza del futuro…

A questa considerazione segue un’altra frase riportata nel testo:
“Che non abbiano sbagliato tutto e continuino a sbagliare?”

Da qui emerge l’idea di orientarsi verso un approccio più concreto e disteso, lasciando spazio alla realizzazione di nuove opere.

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