giovedì, Luglio 25, 2024
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Valle delle cartiere: lavori al via in primavera. Ma il sindaco si arrabbia: strada impercorribile

Museo della carta, avanti

Il primo progetto della valle delle cartiere di Toscolano Maderno, tutta di proprietà comunale, riguarda la creazione del Museo della carta, da allestire nella portineria dell’ex stabilimento di Maina Inferiore. «Un edificio sano dal punto di vista dei muri perimetrali – ha spiegato il geometra Ugo Colosio, che ha esaminato nei dettagli l’intervento -. Dobbiamo solo rifare il tetto in legno, pulire le sterpaglie, mettere la pavimentazione, realizzare gli impianti elettrici e i servizi igienici. Potremmo sistemare le quattro stanze in questo modo: nella prima, dove c’è il camino, collocare un sorvegliante coi depliant e il materiale illustrativo; nella seconda, le vetrinette, con vari oggetti. Al piano soprastante, il locale coi filmati Tv e la vendita di cassette o libri, e quello per le filigrane, con una particolare illuminazione». «I lavori inizieranno fra 2-3 mesi – ha spiegato il sindaco Paolo Elena, nel corso di una conferenza stampa -. Stiamo procedendo con le incombenze burocratiche, in base alla legge Merloni. L’Amministrazione provinciale ha stanziato 200 milioni, parte dei quali serviranno per il museo. Il progetto, già approvato e (appunto) finanziato, rientra in un discorso più ampio di recupero dell’intera valle. Esiste, infatti, uno studio complessivo redatto da Carlo Simoni e Luciano Lussignoli per conto della Comunità montana parco Alto Garda, suddiviso in 13 ambiti. Per stabilire alcuni punti fermi, d’accordo con la Regione, il Ministero e le due Soprintendenze (Ambientale e Archeologica), abbiamo deciso di tenere un convegno ad alto livello». Così il 3 marzo, nell’auditorium delle scuole medie, dopo i saluti del sindaco e di Sylvia Righini Ponticelli, Soprintendente di Brescia, parleranno Simoni («L’ambiente naturale della valle»), Michele Conti («Caratteri geologici: individuazione delle problematiche e previsioni di intervento»), Gianpietro Brogiolo («La ricerca archeologica e la lettura dei luoghi»), Luca Gnali («Ipotesi di riutilizzo e politiche di finanziamento»), Luisa Pedrazzini e Marilena Baggio («Ruolo della Regione per una nuova programmazione sul territorio»), Paolo Nastasio («Gli interventi della Comunità montana-parco»), un esperto del ministero per i Beni culturali («Il nostro impegno per il restauro ambientale della valle») e uno della Provincia («I musei di lavoro»). Il pomeriggio, nella sala conferenze della cartiera, toccherà a Luigi Mancini, presidente dell’Agenzia parco minerario dell’Alta Val Trompia, Pier Paolo Poggio, direttore scientifico della Fondazione Micheletti, Giampaolo Treccani («per un tutela dei luoghi non celebrati del lago di Garda»), Girolamo Marchi, amministratore delegato della fabbrica. Dopo il Gruppo lavoratori anziani e le associazioni («Cecina Promotion», «Amici di Luseti»), chiuderà Alberto Cavalli, presidente della Provincia. Ma il sindaco ha un diavolo per capello. «Avremmo dovuto effettuare una seconda giornata, con visite guidate nella valle – dice Elena -. Invece siamo in subbuglio, a causa dei lavori iniziati dalla Comunità montana e fermi da diversi mesi. Una ditta doveva coibentare le tre gallerie. Visto che la betoniera non ci passava, ha scavato 40-50 centimetri, abbassando il livello della strada. Poi, in seguito alle piogge, ha smesso. «Io sto telefonando da un sacco di tempo alla sede della Comunità, invitando a riprendere le opere. Ma là sembra che non sappiano nulla. La strada è impercorribile, e adesso anche le Poste si rifiutano di consegnare le lettere alle famiglie (poche, in verità) che abitano all’interno della valle. Una situazione insostenibile. Ora abbiamo dato l’ultimatum. Siamo intenzionati a proseguire noi. La cosa non finisce qui».

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