Il Comitato tecnico dei Beni culturali della provincia ha approvato il progetto firmato dagli architetti Cinzia D’Agostino e Claudio Salizzoni per il recupero del Bastione. Si trattava dell’ultimo passaggio dell’iter burocratico: ora non rimane che indire la gara d’appalto e cominciare i lavori. L’intervento prevede una spesa complessiva di 1.038.364 euro di cui 258.845 a carico del comune e 779.719 finanziati dalla provincia con parte dei proventi del gioco del Lotto. Il progetto riguarda recupero e valorizzazione della fortificazione costruita dai Veneziani nel ‘500, danneggiata in maniera irreparabile dai francesi del Vendome nel 1703 (l’anno prossimo una mostra del Museo ricorderà l’evento) e poi abbandonata per due secoli e mezzo: fra gli anni Cinquanta e Sessanta modesti interventi del comune hanno comunque contribuito se non altro a fermarne il degrado. Gli studi preliminari dei progettisti hanno permesso di accertare che l’originario bastione si sviluppava su quattro piani: tre dei quali verranno resi visitabili. Quello più spettacolare sarà il terzo, che ospitava le bocche da fuoco puntate in direzione sud-est a difesa da eventuali attacchi dal lago e verso nord-est per battere le strade che scendevano da Pranzo, Tenno e da Arco. Il modo di raggiungere il terzo piano rappresenta anche il problema progettuale di maggior difficoltà dato l’indubbio impatto architettonico della scala interna. Due gli ingressi: al pianoterra dal cortile in un locale-deposito caratterizzato dalla presenza di due cisterne per l’acqua (c’è ancora un pezzo della canaletta che convogliava quella piovana nel primo contenitore); al primo piano verrà ripristinato sul lato nord ovest l’ingresso principale, ora tamponato, che immette in una sala con un camino, un piccolo deposito forse per munizioni e tre finestre da cui si gode un panorama da cartolina. Sull’esterno, a parte una risistemazione delle pavimentazioni con rimozione del cemento, l’aspetto più interessante riguarda una serie di scavi alla ricerca di altri corpi della fortificazione originaria.
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Completato l'iter burocratico del progetto D'Agostino-Salizzoni, non rimane che indire l'appalto. Spesa superiore al milione: 780 mila euro vengono dal Lotto. Tre dei quattro piani originari disponibili per i futuri visitatori


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