sabato, Giugno 15, 2024
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Al President Hotel la tradizionale iniziativa promossa dell’Unione nazionale cavalieri d’Italia, che a Brescia conta 150 iscritti

Premio Unci, tutti i volti della bontà

Favorire la promozione di attività benefiche, filantropiche, umanitarie e culturali, anche patrocinando premi è tra gli scopi dell’Unione Nazionale Cavalieri d’Italia, «per questo abbiamo istituito il premio annuale alla bontà per la provincia di Brescia – spiega il presidente Bruno Croveglia – dove l’Unci raccoglie 150 iscritti».LA CERIMONIA si è svolta ieri mattina al President Hotel di Roncadelle, il «Premio alla Bontà Unci Provincia di Brescia 2008» è stato assegnato all’Avis provinciale Brescia. Croveglia, ringraziando le autorità civili e militari presenti, ha motivato il premio «per quel messaggio “Usque ad sanguinem” che anima lo spirito avisino fatto di carità e realizzato con l’amicizia e la tenacia del dono nell’offrire il proprio sangue a quanti ne hanno bisogno per la loro vita e anche per la costruzione della nuova sede realizzata per favorire una migliore organizzazione della raccolta del sangue e per offrire ai Soci un luogo di incontro associativo».Oltre al Premio Bontà, che ha avuto il patrocinio della Provincia, sono stati assegnati una serie di riconoscimenti ad associazioni e singoli cittadini che si sono distinti per il loro impegno nel volontariato «ai quali – ha detto il Presidente – va tutta la nostra riconoscenza e apprezzamento per l’impegno a favore di persone in difficoltà e bisognose di cure, di assistenza».Per la categoria «Distinzione Onore e Merito Unci» sono stati scelti don Silvio Galli, Enos Rizzioli e l’Associazione Onlus Villa dei Colli di Lonato.Don Galli è un’istituzione a Chiari, non solo perché ha insegnato a generazioni di ragazzi nel ginnasio dell’Istituto salesiano, ma perché per più di 40 anni è stato «un sacerdote dotato di un difetto meraviglioso: l’assoluta incapacità di dosare le proprie forze per venire incontro agli altri». La sua porta è sempre stata aperta a tutti, soprattutto ai più deboli e a chi si trovava in difficoltà: carcerati, barboni, immigrati, malati. E proprio per assistere meglio gli emarginati ha creato un Centro di prima accoglienza Auxilium, che ha anche ottenuto il riconoscimento della Regione.SOCIO DELL’UNCI, Enos Rizzioli di Mazzano, è stato premiato per il suo lungo servizio svolto con grande professionalità nella Polizia di Stato, dove ha avuto modo di testimoniare il suo coraggio e la sua onestà morale.Infine un’associazione, Villa dei Colli di Lonato, una onlus nata nel 1994 per poter offrire a persone non abbienti, in particolare minori e disabili, la riabilitazione terapeutica nei settori neurologico e psichiatrico. La particolarità di questa associazione è di aver pensato allo sport come a un mezzo per lottare contro l’esclusione e il disagio sociale e averlo inserito nelle proprie metodologie di intervento: a villa di Lonato la riabilitazione si fa in sella a un cavallo, dentro e fuori dall’ospedale, e viene promossa l’attività sportiva per i disabili a livelli competitivi, tant’è che nel 2002 l’associazione ha ottenuto la medaglia del Presidente della Repubblica italiana per l’organizzazione del torneo Garda World Cup, competizione di scherma in carrozzina.PER LA CATEGORIA «Diploma di Merito Unci» sono stati premiati il maresciallo Gianpietro Morbio, Comandante della Stazione Carabinieri di Mazzano, che nel 2007 ha liberato coraggiosamente un ostaggio, preso come scudo nel corso di una rapina ad un istituto bancario e l’Associazione «Amici del Corlo» di Lonato. La Chiesa del Corlo, chiamata anche Chiesa dei Disciplini, uno degli edifici più antichi di Lonato risalente al XIV secolo, è stata chiusa e abbandonata per decenni, finché circa 25 anni fa un gruppo di amici decise di rimetterla in sesto. Esposero un vistoso cartello sui gradini della chiesa chiedendo ai cittadini di buona volontà di dare una mano e accorsero in tanti, operai, impiegati, artigiani, contadini, pensionati: gli «Amici del Corlo». Sono stati eseguiti molti lavori, anche il restauro del campanile che si trovava in pessime condizioni, durato cinque anni e tutto senza nessuna richiesta alle istituzioni, solo per «un grande senso civico e amore per la propria terra». Oggi la Chiesa del Corlo è aperta ogni giorno per chi vuole ammirare le belle cappelle dedicate alla Santa Trinità e all’arcangelo San Michele.

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