Vernice ufficiale, ieri mattina nel salone consiliare, per la Fiera dell’agricoltura e dell’artigianato di Puegnago, arrivata alla 24a edizione. Si terrà venerdì uno, sabato 2, domenica 3 e lunedì 4 settembre.
Vini e degustazioni della fiera
I «Cavalieri della luna d’agosto», guidati dall’enologo salodiano Beppe Fiotti, hanno mandato in orbita 19 vini su 46: i migliori, gli unici capaci di conquistare l’ottimo. La commissione, presieduta da Michele Vescia, ha invece annusato e gustato i Groppello, scegliendone 8 su 23. I big entreranno nello spazio collettivo, denominato la Corte degli assaggi, a fianco degli stand delle aziende agricole.
I nomi dei vincitori verranno comunicati la prossima settimana, tanto per mantenere un pizzico di suspense. Ma Puegnago non guarda solo al vino della Valtenesi. È anche olio extra-vergine di oliva, e Giovanni Mazzoldi, presidente Aipol, ne ha illustrato le caratteristiche, ricordando gli assaggi e il convegno dell’ultimo giorno.
È miele, con le degustazioni e con gli esperti che spiegheranno le differenze diaromi («il millefiori – ha detto Franco Bergognini – è il nostro cavallo di battaglia; ma non dimentichiamo la melata, il castagno e l’acacia»). La Fiera è anche grappa. Pensate: 115 marchi differenti da Lombardia, Trentino e Veneto.
Prodotti e attività della fiera
«Altri 30 si sono presentati in ritardo – afferma Renato Paini, presidente Anag, l’associazione degli assaggiatori, che stamattina, a Montichiari, completerà il lavoro di valutazione.» L’anno prossimo potremo toccare il traguardo dei 200, quando ad Asti ne arrivano 160-180. Un trionfo di aromi: dalle grappe all’Amarene a quelle di Sassella, Traminer, Sauvignon, Nosiola, Trebbiano di Lugana, Franciacorta. E un paio di biologiche.
Silvano Zanelli, il presidente dell’Ente fiera, tira le somme: «25 aziende con 69 vini, 10 produttori di olio con 30 extravergini, 34 espositori di macchine agricole e di attività complementari, le 115 grappe». L’assessore Tiberio Prati illustra le altre attività della Fiera: il concorso degli spiedi, riservato alle strutture agrituristiche (nel ’99 prevalse «La sercola»), lo stand gastronomico, coordinato da tutti i volontari del paese.
Il Palio delle contrade, i «Piasaroi», che indossano gli zoccoli d’un tempo e ballano, rendendo allegra la piazza, i Cantori della Valtenesi che festeggiano i 30 anni di fondazione, le gare sportive (podismo, ciclismo, bocce), la sfilata dei carri allegorici, la mostra fotografica, il folklore dell’Albania e vari spettacoli, il gruppo Caronte e la commedia dialettale, i giochi per grandi e piccoli.
Inaugurazione e altri interventi
L’inaugurazione ufficiale avverrà nella mattinata di domenica, alla presenza delle autorità, della banda e delle confraternite. Ma il taglio del nastro lo effettuerà un agricoltore: Umberto Zanelli, classe 1930, settant’anni ben portati. Un copione da difendere e rispettare.
«Cerchiamo di offrire il meglio dei prodotti della nostra terra, e la Fiera è l’appuntamento più importante» – spiega il sindaco Gianfranco Comincioli. «Stavolta servirà anche a porre sul tappeto due problemi importanti: la sicurezza dei cittadini contro il fenomeno crescente della criminalità (in Valtenesi è stato studiato un progetto che sarà sottoposto all’attenzione di Andrea Cavalli, presidente della Provincia); la viabilità, con particolare riguardo alla statale Cunettone-Desenzano, che attraversa gli abitati, serve aree artigianali ed è l’unico canale di collegamento tra Garda e Valsabbia, e l’autostrada Milano-Venezia».
Ermes Buffoli, assessore provinciale al Turismo, ha sottolineato la crescita della Fiera, e descritto il progetto del portale Internet che consentirà di accedere a una serie di dati (manifestazioni, alberghi, agenzie di viaggio); da settembre anche con un semplice cellulare.
La chiusura è stata affidata all’onorevole Francesco Ferrari. Il presidente della commissione Agricoltura ha ribadito la necessità di potenziare al massimo le mostre di prodotti locali: «Un’arma di qualità contro lo strapotere delle multinazionali e dei cibi transgenici». E ha poi invitato a «cancellare il passato» e a pensare a un «piano regolatore unitario per la Valtenesi».


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