Home Attualità Rifiuti, la Sanità dà l’esempio ecologico

Rifiuti, la Sanità dà l’esempio ecologico

Risparmio. È la parola d’ordine che rimbalza nella sanità pubblica per i noti problemi finanziari. Stanziamenti che non arrivano, spesa sanitaria salita alle stelle, investimenti sempre più necessari per restare competitivi, specie dopo che le unità sanitarie sono state trasformate in aziende economiche. Ma c’è chi punta a ridurre le spese gestionali per evitare che la cura dimagrante imposta da esigenze di bilancio colpisca quelli che non c’entrano: i malati. L’azienda ospedaliera di Desenzano annuncia per esempio di «aver prodotto nel 2003 il 25% in meno di rifiuti», ottenendo un risparmio di 116 mila euro (quasi 230 milioni delle vecchie lire) e, grazie ad una «buona gestione che ha consentito sensibili risparmi», di aver fatto acquisti extra-budget (cioè con un’oculata gestione) di apparecchiature e materiale pari a mezzo milione di euro. L’ospedale è forse uno dei maggiori produttori di rifiuti, tra l’altro alcuni pericolosi e nocivi a rischio chimico ed infettivo. «Lo smaltimento dei rifiuti è sicuramente una delle voci più pesanti, ed allora – dice Mauro Borelli, numero uno dell’azienda gardesana – appena ho messo piede a Desenzano ho chiesto i dati sul processo dei rifiuti. Immedatamente, abbiamo introdotto delle modifiche sui sistemi di gestione e, oltre ai risparmi raggiunti, abbiamo contribuito alla crescita ed allo sviluppo di una “cultura del rifiuto” che non ha tardato a dare i frutti sperati. Di qui – conclude Borelli – si è riuscito ad introdurre nuovi processi gestionali che hanno consentito un calo significativo della spesa in questo settore». Ma in concreto cosa è stato fatto per risparmiare? «Il nostro servizio – spiega il responsabile Giuseppe Bodini – ha attivato un progetto per controllare e ridurre la produzione dei rifiuti battezzato ‘razionalizzazione del flusso gestionale dei rifiuti speciali’. Abbiamo introdotto appositi contenitori di capacità diverse (20, 40 e 60 litri) e una capillare raccolta differenziata che ha ridotto sensibilmente i flussi gestionali non corretti. I dati ci stanno dando ragione: il calo nel 2003 è stato del 25,2% (372 mila kg. nel 2002 contro i 278 mila dello scorso anno) con un risparmio di 116.560 euro. I numeri – conclude Bodini – mettono in risalto un dato: la riduzione dei rifiuti a fronte di un’attività sanitaria rimasta immutata». L’altro risparmio ottenuto dalla gestione Borelli riguarda gli acquisti «extra-budget». In 40 giorni appena, il Provveditorato aziendale diretto da Giuseppe Solazzi ha acquistato beni per 500 mila euro. Qualche esempio. Per Desenzano-Lonato oltre 181 mila euro (tra arredi, strumentari, apparecchiature), per Manerbio-Leno poco più di 87 mila, per Gavardo-Salò circa 97 mila e, infine, per i servizi centralizzati oltre 138 mila euro. Per questi ultimi, il provveditorato ha proceduto alla fornitura di una parte di segnaletica interna, attrezzature d’emergenza ed antincendio, dispositivi di protezione ed arredi non sanitari.

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