venerdì, Marzo 1, 2024
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Incidenti stradali e discoteche. Dibattito al «Dehor» di Lonato con il ministro Sirchia. «I locali da ballo non c’entrano, inutile chiuderli alle 3»

Sabato? Si muore di più giovedì

Tutti d'accordo sulla necessità di moltiplicare i controlli sulla strade e di avviare altre campagne di sensibilizzazione contro l'uso dell'alcol tra i giovani. Uno schieramento di tutori che, però deve marciare unito: dalle famiglie allo Stato, dai gestori di locali alle istituzioni. E ancora, il problema delle cosiddette «stragi del sabato sera» non si risolverà mai con il solo provvedimento di chiusura anticipata alle 3 dei locali: su questo si è delineato un altro sostanziale accordo degli interlocutori. E' quanto è emerso, in estrema sintesi, l'altra notte dall'incontro-dibattito promosso dalla Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) e dal Sindacato dei locali da ballo (Silb) al «Dehor», la discoteca di Lonato, del quale abbiamo dato una anticipazione nell'edizione di ieri. Erano presenti il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, il presidente del Silb, Renato Giacchetto, lo psichiatra Paolo Crepet, ed Enrico Tempesta, direttore dell'Osservatorio permanente sui Giovani e l'Alcol. Moderatore il giornalista Tiberio Timperi. Proprio il Silb si è fatto promotore di due iniziative, presentate entrambe nella grande discoteca gardesana: una ricerca sugli incidenti nel decennio 1991-2001 e il lancio di una campagna di sensibilizzazione contro l'uso dell'alcol nei locali notturni a sostegno dei ragazzi. L'equazione incidenti stradali-discoteche non viene assolutamente riconosciuta dai gestori dei locali. E a loro viene in soccorso un dato per certi versi sorprendente, ricavato dalla ricerca elaborata sui dati Istat e Aci relativi al decennio 1991-2001, secondo cui si muore di più il giovedì notte (indice di mortalità del 5,36% contro il 5,06 del sabato notte) mentre, in assoluto, la fascia oraria più fatale è quella tra le 16 e le 20 (con il picco maggiore alle 20) della giornata di sabato. Primo round alle discoteche, quindi, e una sconfitta per quanti denunciano connessioni di causa-effetto tra locali notturni e incidenti stradali. Ma il Silb denuncia dell'altro. Le responsabilità degli incidenti dei giovani non può essere addossata unicamente alle discoteche. E qui lo psichiatra Crepet è stato abbastanza chiaro. «Le emozioni dei giovani non possono essere represse o statalizzate con provvedimenti, devono poterle sprigionare in altri luoghi di aggregazione, altrimenti si rischia che i giovani si vedono costretti a viverle solo il sabato notte. Poi, sto pensando – ha aggiunto Crepet – a una Lombardia che pensa a far dormire i giovani e una vicina Emilia Romagna che invece li fa ballare 24 ore di filato. Insomma. I ragazzi hanno bisogno di altro, e il sindaco di una comunità deve poter rispondere alle loro esigenze e non delegando altri. Una domanda infine mi pongo: se un giovane non vede l'ora che arrivi il sabato sera è perché lo desidera davvero oppure perché non ha alternative?». Anche per don Mazzi, il provvedimento di chiusura anticipata delle discoteche «non risolve da solo il problema delle stragi, piuttosto si facciano più controlli sulla velocità in strada e sull'abuso di alcol. Le buone leggi ci sono già – ha continuato – basterebbe applicarle bene, basti vedere la patente a punti che sta dando ottimi risultati. E poi certi genitori spesso cosa insegnano ai loro ragazzi: a correre!». Il ministro Sirchia, nel difendere i provvedimenti del Governo, ha ricordato che «un paese civile non può tollerare 8 mila morti e 20-25 mila invalidi sulle strade». Sirchia ha concluso auspicando «che vengano contributi da più parti alla soluzione del problema, il disegno di legge deve essere discusso ancora alle Camere». E rivolto ai rappresentanti del Silb ha detto che «davanti ci sono alcuni mesi per attivare le vostre proposte».

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