venerdì, Maggio 24, 2024
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La straordinaria raccolta di immagini che abbracciano tutto il secolo. Domani all’osteria del Cantinone sarà presentato il quinto volume

Salò, c’era una volta il Novecento

È un appuntamento coin la storia, con l’anima stessa della città. Domani pomeriggio, alle 16 all’osteria del Cantinone in piazzetta S. Antonio, verrà presentato il quinto volume dedicato a «Salò Novecento», edito dalla Società mutuo soccorso artigiana & operaia, col contributo del municipio, della Provincia e della Comunità montana alto Garda. Nell’occasione sarà inaugurata, all’interno della Sala del Pendolo, al piano terra del palazzo comunale, la mostra di fotografie e cartoline che copre un secolo intero (aperta fino al 28 dicembre, orari 10-12 e 16-18.30).[FIRMA]LE IMMAGINI DEL LIBRO fanno parte della collezione di Pierangelo Del Mancino. Flavio Casali è invece l’autore dei testi. «Un diario visivo che si offre all’analisi di ognuno – dice Casali -, che permette di ripensare e ridefinire Salò in tutte le accezioni di generi e stili, nel confronto con il nuovo, sia a livelli espressivi che urbanistici. La immagini proposte, in gran parte inedite, raccontano il vivere quotidiano, i ritratti, le compagnie, le scolaresche, i riti religiosi, i momenti di intimità, le serate all’osteria o le lunghe ore chini sul lavoro. C’è anche il volto di una città bella da vedere e ammirare»«Le fotografie – prosegue l’autore dei testi – raccontano anche la generosità di chi le ha donate, al pari della nostra impagabile necessità di registrare la Salò di ieri e di oggi attraverso l’obiettivo: da un particolare al banale al momento decisivo, incuranti di Internet e di tutte le diavolerie tecniche che tolgono il gusto della ricostruzione immaginifica, della riflessione, del ripensamento».«I quattro libri precedenti – afferma il sindaco Giampiero Cipani – sono già introvabili, e gelosamente custoditi nelle case di molte famiglie. Le fotografie permettono di raccogliere e fermare il tempo che fu: rappresentano una grammatica del territorio e della gente, fornendo testimonianze spesso inedite di una piazza, di un evento, di una annata particolare. Senza Del Mancino tante storie andrebbero perse, smarrite, dimenticate. Anche quest’anno abbiamo voluto accompagnare la mostra col libro, perché altrimenti tutto (o quasi) svanirebbe nel giro di pochi giorni».L’ASSESSORE alla cultura e al turismo della Provincia, Riccardo Minini, esprime la sua ammirazione: «Lavoro, attività, turismo, cultura, monumenti e volti fanno parte della storia di uomini e donne che ritroviamo nelle immagini d’altri tempi. Abbigliamenti, fatiche quotidiane, momenti di allegria, solitudini, speranze. In quei ricordi ritroviamo le radici profonde del nostro legame con le cose, la terra, il lago. Una pubblicazione preziosa anche per la sensazione di familiarità che suscita».Il primo volume, uscito nel 2004, era incentrato sui mestieri scomparsi. I successivi (‘05, ’06 e ’07) hanno proposto i monumenti, le foto di gruppo, le calamità, le cerimonie, i quartieri. L’attuale contiene un po’ di tutto.

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