giovedì, Maggio 23, 2024
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Dopo la decisione di lasciare l’Enel, il Comune ha scelto il nuovo fornitore di energia elettrica. La società è formata da un centinaio di imprenditori

Salò scommette su Aquadolce

«Abbiamo ottenuto il requisito di cliente idoneo, e intendiamo lasciare l’Enel – ha detto Nicola Scotti, assessore al bilancio del Comune di Salò -. Per farlo, basta dare il preavviso di un mese. In ogni caso convocheremo un consiglio comunale ad hoc, per fornire le opportune spiegazioni. Con questa scelta, noi confidiamo di risparmiare, riducendo l’onere dell’energia consumata». Scotti ha confermato quanto Bresciaoggi aveva scritto con largo anticipo lo scorso 3 novembre, vale a dire cinque mesi fa. La notizia è stata recentemente ripresa da altri giornali, inducendo Renato Cobelli, area Ppi, a presentare un’interpellanza. «Considerando i 1.700 punti luce distribuiti sul territorio, il Comune ha bisogno di un milione di kilovattora all’anno, che raddoppiano prendendo in considerazione il palazzo municipale, le scuole, gli impianti sportivi – ha spiegato l’assessore -. Da qui la decisione di chiedere all’Autorità dell’energia il riconoscimento di “cliente idoneo”, previsto dal decreto Bersani, al pari di Lumezzane, Desenzano, Toscolano Maderno, Peschiera e altre località. La strada scelta consente di accedere al libero mercato, e di approvvigionarsi da chi applica le tariffe più convenienti. Il nostro interlocutore sarà la Benaco, società creata da Aquadolce, Energetic Source e Azienda speciale consorzio Garda Uno». Quest’ultima è molto conosciuta. Costituita dall’ Amministrazione provinciale e da tutte le località rivierasche del lago – ora è entrato anche Carpenedolo -, cura lo smaltimento al depuratore finale di Peschiera dei liquami della sponda bresciana, la raccolta dei rifiuti solidi urbani, la gestione di acquedotti e fognature, la pulizia delle spiagge. Cobelli si è dichiarato «insoddisfatto» della risposta, chiedendo di conoscere quanto si risparmierà rispetto ai 493 milioni di vecchie lire pagati nel corso del 2001. Scotti ha assicurato che se ne riparlerà con ampi dettagli in tempi brevi, cioè al momento di decidere (in Consiglio comunale) il divorzio dall’Enel. Che, essendo proprietaria della rete, in futuro dovrà essere retribuita per il solo trasporto dell’energia. Va ricordato che, col 2003, la soglia per diventare «cliente idoneo» scende a 50mila kwh. L’operazione ha portato sotto la luce dei riflettori la Benaco e, in particolare, «mamma» Aquadolce, una società per azioni con sede a Salò, costituita da un centinaio di imprenditori del Garda e della Valsabbia. Ognuno ha conferito cento milioni in vecchie lire, così che il capitale versato ammonta a dieci miliardi. Numerose le partecipazioni acquisite. Ad esempio il 75 per cento nella srl Genco, situata in via Fantoni, sempre a Salò, che esegue interventi di progettazione, rifacimento e automatizzazione di centraline idroelettriche esistenti nelle province di Brescia e Bergamo. Nell’89 la Genco ha costituito la Set, con la partecipazione del comune di Toscolano Maderno, che detiene il 51 per cento delle quote, rimettendo in funzione le turbine d i Covoli, Garde e Camerate, sul torrente che scende dal lago di Valvestino, poi ha creato il nuovo impianto di Droanello, a Gargnano, e si è impegnata per Molino di Bollone. A Pertica Alta, Aquadolce ha dato vita a Fusio srl, con Eva, San Marco, comune e Valgas, per valorizzare il patrimonio idrico della zona. Detiene il 22 per cento di Aquatica, che gestisce direttamente sette centri di vendita idrotermosanitari a Cologne, Brescia, Verona, Piacenza, Lecco, Torino e Susa, in provincia di Torino, con un fatturato annuo di circa 25 milioni di euro. È entrata nella Tecnosoft di Villanuova (che vende software e servizi, utilizzando la tecnologia web per vita ad ambienti di lavoro di tipo intranet o extranet), nella Ibs Investimenti, di via Cefalonia, città, e in Eurocontrol a Manerbio, che opera nel campo immobiliare, acquistando l’immobile del centro commerciale di Cunettone, affittato a Gs, e (in leasing) un fabbricato a Milano, valutato otto milioni e mezzo di euro, affittato a Netesi. Nella stessa località, partecipa col 50 per cento all’operazione Euro Palace. Meno significative le partecipazioni nella Cassa rurale di Condino (Trento) e nella S.T. Microelectronics. Aquadolce ha finanziato (in parte) anche la costruzione del nuovo porto della Canottieri.

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