domenica, Luglio 21, 2024
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Appena ultimato l'arredamento si partirà con il trasloco. Il direttore lavori: «Un omaggio all'architetto Campetti» Dopo cinque anni si conclude, domani, il tribolato restauro

S’alza il sipario sul nuovo municipio

A cinque anni di distanza, dopo una serie infinita d’interruzioni (tra scavi archeologici e problemini vari), incidenti di percorso, avvicendamenti e liti anche furibonde è giunto, finalmente, il grande giorno: domani si chiude ufficialmente il tormentato restauro del palazzo municipale di Arco. Lunedì mattina l’architetto Giovanazzi provvederà a stilare il verbale di fine lavori.Per Arco è un momento addirittura storico. Col passare del tempo la ristrutturazione del municipio di piazza 3 Novembre è andata via via meritandosi il titolo di «opera pubblica più tribolata» nella storia della comunità arcense. In molti temevano di non vederne mai la fine, di dover perennemente convivere, nel cuore della città, con gru, impalcature e quant’altro. Invece il sontuoso palazzo è praticamente pronto. L’architetto Sergio Giovanazzi, che ha sostituito il compianto Gianmaria Campetti nella direzione lavori, è stato di parola: «vedrete, entro gennaio consegneremo l’opera!». Puntuale come un orologio svizzero il professionista trentino darà, domani, l’ordine di sgombero agli operai dell’impresa Azzolini mentre lunedì mattina provvederà a consegnare all’ufficio tecnico il tanto agognato verbale di fine lavori. «Per quanto concerne la parte edilizia possiamo dire che l’opera è finita – commenta soddisfatto l’architetto Giovanazzi, di ritorno da un sopralluogo al cantiere – all’appello manca, ora, soltanto l’allestimento degli arredi a cui sta provvedendo l’architetto Roberto Festi di Trento. Dopodiché si potrà partire con il trasloco». Che con ogni probabilità si effettuerà questa primavera in maniera da procedere con il taglio del nastro vero e proprio prima dell’estate. «Siamo contenti di essere riusciti a rispettare tempi e soldi – spiega il direttore lavori – ma soprattutto siamo convinti di aver svolto un buon lavoro. Alla fine ne è venuto fuori un palazzo municipale di cui gli arcensi andranno sicuramente fieri. E’ un intervento che si colloca tra i migliori del suo genere in Trentino. E gran parte del merito va a chi lo ha progettato, all’architetto Gianmaria Campetti. Per quanto c’è stato possibile abbiamo apportato alcuni miglioramenti ma l’impianto è suo. Credo sia il giusto omaggio a quel gran professionista che era». Si dovrà attendere, invece, ancora qualche tempo affinché lo scavo archeologico diventi parte integrante ed “attiva” del municipio. «Questo è un altro campo – sottolinea Giovanazzi – che compete agli storici della Provincia». Ma quando avranno terminato il loro lavoro quello che a suo tempo si era rivelato un impiccio niente male nell’esecuzione dell’intervento, ossia il ritrovamento di alcuni reperti storici risalenti all’età del ferro e all’epoca romana nelle viscere dell’edificio (per cui si era reso neccessario chiudere il cantiere per diversi mesi), renderà ancor più suggestivo il nuovo municipio. L’unico dubbio riguarda gli spazi: in cinque anni le esigenze della macchina amministrativa sono di molto aumentate. E forse questo meraviglioso palazzo nasce già troppo piccolo.

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