venerdì, Giugno 21, 2024
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Il piano d’area del Baldo-Garda prevede interventi mirati a seconda delle caratteristiche delle zone Dall’ospitalità al benessere fino ai servizi e al tempo libero

Sei reti per rilanciare il lago

Il Piano di area del Baldo-Garda, dopo una lunga serie di incontri e dibattiti, proposte e progettazioni è finalmente arrivato al capolinea. Ultimo passaggio affinché questo documento di «pianificazione condivisa» abbia una storia e non rimanga alla fine una semplice esercitazione di architetti è il placet della Regione. Problema a quanto pare non di fondo, in quanto lo strumento di pianificazione con l’obiettivo di indirizzare lo sviluppo, la protezione e la valorizzazione del territorio, nel rispetto dei valori ambientali e culturali, risulta condiviso di fatto sia dai Comuni interessati che dalla Provincia e dalla stessa Regione. L’ultimo ostacolo risulterebbe quindi di natura burocratico-legislativa in quanto l’attivazione di tutti i piani d’area del Veneto è bloccata fino alla promulgazione della nuova legge regionale sull’urbanistica. Un problema comunque non di poco conto ma superabile, stando a quanto emerso nel recente incontro di Castion con gli amministratori comunali a Comunità locali, con l’impegno della Regione a introdurre nella nuova legge urbanistica una norma transitoria secondo la quale i «piani d’area completati vengano portati a compimento». Precisato tutto questo non v’è dubbio alcuno che una volta avuta via libera il piano di area del Garda-Baldo con coinvolti 18 comuni, offre la possibilità agli amministratori locali «di trovare nuovi indirizzi e strategie di sviluppo, promozione e salvaguardia del territorio gardesano e del suo entroterra e quindi dare adeguate risposte alle esigenze degli abitanti o visitatori». Un piano quindi che punta al rilancio «di un’identità collettiva» che dia nuovo valore alle risorse esistenti, tramutandole in veri «attrattori» del sistema territorio. Sei le politiche fondamentali prospettate dal piano: «La rete della mobilità» che interessa oltre agli aspetti della viabilità stradale e ferroviaria anche il sistema della nautica; «la rete dell’ospitalità, della salute e del benessere» che unisce i temi del turismo, della natura; «la rete della cultura e dei saperi» che sviluppa tematiche che vanno dai centri universitari, ai musei, ai teatri, ai centri polifunzionali; «la rete natura» che individua ambiti ed elementi puntuali di pregio naturalistico e ambientale; «la rete dei servizi e del produrre» e la «rete dello sport e del tempo libero» dove si individuano le attrezzature sportive e dei percorsi escursionistici. Politiche ritenute necessarie «per costruire un sistema territoriale di scala metropolitana a basso impatto, fortemente integrato e connesso con gli elementi di interesse storico-ambientale che caratterizzano i luoghi e nello stesso tempo capace di far emergere le diverse vocazioni di eccellenza». (a.j.) Come progetti strategici di questa «città lineare del Garda-Baldo», sistema insediativo lineare di cerniera tra il lago di Garda, il monte Baldo e l’area morenica collinare, il piano d’area prevede tutta una serie di specializzazioni urbane. A cominciare da Affi, città degli affari e di poli congressuale e nel riconoscere nei borghi e luoghi che formano l’ampio territorio di Brenzone , l’ambito idoneo da caratterizzare come «galleria dei suoni e dei profumi. Il piano riconosce Caprino «città dei sogni» per la presenza di segni e testimonianze dal forte significato evocativo quali Palazzo Carlotti, le ville e i parchi romantici; mentre in Malcesine un contenitore urbano nel quale sperimentare un modo lento del vivere e del fruire, quindi «città slow». Peschiera invece «città della cultura e delle relazioni», in quanto città cerniera del lombardo-veneto, luogo di confluenza tra lago e fiume, e punto mediano dell’anfiteatro morenico gardesano, si connota per luogo privilegiato per favorire le azioni finalizzate allo sviluppo delle relazioni e della comunicazione tra l’area veronese, bresciana e mantovana. Infine Rivoli «città della conoscenza storico-ambientale» con il forte Wohlgemuth cardine di alto valore rappresentativo da valorizzare come contenitore per la promozione di eventi e delle tradizioni tipiche della «Terra dei Forti». Per quanto riguarda le specializzazioni turistiche gli ambiti d’intervento previsti dal piano: Castelnuovo per i parchi didattici e termali, Cavaion per la musica, Garda-Costermano per lo sport e il benessere, Lazise per il turismo salutista, Pastrengo per la storia militare e lo sport e San Zeno di Montagna per il panorama e la natura. Per tali ambiti il piano indica specifiche scelte progettuali che i Comuni recepiranno in sede di adeguamento al piano di area.

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