Bagnini in spiaggia ed un’imbarcazione con equipaggio di specialisti in acqua. Così la capitale del Garda intende fronteggiare la nuova stagione. Un tema che è ritornato drammaticamente di attualità nei giorni scorsi dopo l’annegamento, avvenuto il primo maggio, di un benzinaio 23enne mantovano nelle acque antistanti il Desenzanino.
La tragedia e le risposte istituzionali
La gita di sei amici in pedalò si è infatti trasformata in tragedia per l’accidentale caduta in acqua del giovane a circa ottanta metri di distanza dalla riva. Nonostante i disperati tentativi degli amici di soccorrerlo lanciandogli due salvagenti ed il tuffo in acqua di una giovane amica, egli si è purtroppo inabissato. Il suo corpo è stato ripescato una mezz’ora più tardi; giaceva sul fondo a quattro metri di profondità.
L’eco della prima disgrazia dell’anno è rimbalzato in Consiglio comunale per iniziativa di Rino Polloni che ha proposto ai colleghi una mozione urgente dal significativo titolo “Per una vita in più”. Il documento richiama i casi più eclatanti degli ultimi anni che hanno riproposto con forza sul lago di Garda il più grande d’Italia, il tema della sicurezza di chi naviga o fa il bagno.
I tragici incidenti e le misure di sicurezza
Li ricordiamo partendo dalla tragedia verificatasi alla vigilia di Ferragosto due anni fa, quando un temporale pomeridiano sorprese una famiglia di sette turisti scozzesi nell’alto lago. L’imbarcazione in balìa delle onde sirovesciò: tre persone morirono annegate. Gli altri, aggrappati alla barca rovesciata, andarono alla deriva per un’intera notte mentre le ricerche erano state interrotte nelle ore notturne e furono casualmente intercettati e soccorsi dal conducente del battello spazzino che la mattina del giorno successivo stava recandosi a Sirmione.
E poi vi fu il caso del canoista milanese sorpreso dalla burrasca a Desenzano. Il suo corpo non è mai stato restituito dal lago. Rino Polloni, nella mozione, sottolinea come il gommone del Commissariato di polizia di Desenzano sia stato trasferito recentemente a Brindisi mentre sostiene che non è ancora certa la riconferma del servizio della motovedetta della Guardia costiera, che l’estate scorsa ha stazionato sul lago effettuando una ventina di interventi.
Per questi motivi, la mozione sollecitava gli amministratori desenzanesi a reperire risorse economiche per istituire al più presto un servizio di pattugliamento e prevenzione nelle zone antistanti le spiagge della città di Desenzano, comprese tra la località Vo’ e San Francesco. L’iniziativa, che affida al primo cittadino l’incarico di verificare la fattibilità dell’intervento, è stata approvata.
Le misure e il futuro del servizio di vigilanza
“Intendiamo muoverci su due fronti ben precisi– spiega il sindaco Anelli. “Da un lato, assicureremo in tutte le spiagge e i centri balneari di Desenzano la presenza obbligatoria di un bagnino. Lo abbiamo già fatto al Desenzanino, dalla Spiaggia d’Oro, ci apprestiamo a farlo rinnovando la convenzione al centro balneare di Rivoltella.
E se da terra, con un pattino, l’addetto al salvataggio vigilerà sui bagnanti sul lago, puntiamo ad assicurare una presenza attivando il servizio di sorveglianza dal lago. La proposta di Polloni è di utilizzare il motoscafo di proprietà della Regione Lombardia, un Rio 630 con motore da 145 cavalli, ancorato a Dusano. La Regione è disponibile ad affidarcelo, anche a venderlo.
Ora resta da valutare se, attraverso un assestamento di bilancio, troveremo i fondi per impiegare due equipaggi, così da far decollare questo nuovo servizio, dice il sindaco. L’imbarcazione è destinata a pattugliare il tratto di lago dal Vo’ a San Francesco”.


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