Ferragosto nel basso lago in tono dimesso. Stentano le prenotazioni e, unica eccezione, per vedere un tutto esaurito si dovrà aspettare il ponte ferragostano. Poi, il buio. A Desenzano gli albergatori non stanno ricevendo prenotazioni con la stessa intensità degli anni passati, si parla solo di due o tre giorni a cavallo, come si diceva, di metà agosto. Anche Sirmione non si sottrae a questa che, per il 2003, si sta rivelando quasi una regola. E si preannunciano di conseguenza tanti buchi neri nel bilancio di fine stagione. Con la clientela tedesca in caduta libera, alternativa valida si è rivelata solo quella italiana che sta reggendo dignitosamente. Ma gli italiani preferiscono i lidi marini o la montagna, molto meno i laghi. Una crisi che si taglia con il coltello, non è più solo una sensazione. Le «reginette» del turismo gardesano, Sirmione e Desenzano, che pure vantano le terme, il maggior numero di discoteche e locali, il castello e altre attrazioni, si stanno leccando le ferite. «Ci sono molte stanze libere, qualche anno fa eravamo costretti a rimandare indietro parecchi clienti – osserva Dino Barelli, presidente degli albergatori di Sirmione -, le previsioni sono incerte, forse è presto parlare di cifre e statistiche, aspettiamo fine stagione per trarre un bilancio: ma il calo si nota, come pure una minore spesa da parte dei clienti». Forse a raddrizzare la stagione ci penserà quel salvagente che si chiama terme. In autunno generalmente gli alberghi della società di piazza Virgilio lavorano a pieno regime. In attesa dell’Aquaria che dovrebbe (finalmente) aprire a giorni. «Ferragosto? Quest’anno si è trasformato in un ponte del 1 maggio: ci telefonano per due o tre giornate, poi basta». Lo sostiene Saverio Ziliani, numero uno degli albergatori desenzanesi, il quale aggiunge anche che «le prenotazioni per ora non arrivano. Gli anni scorsi, invece, contavamo su due fasce di arrivi: tra il 6-7 agosto e il 20, poi quella successiva fino a fine mese. Clienti – osserva Ziliani – che trascorrevano le loro due settimane, non un paio di giorni solo». A Desenzano si augurano che arrivi un po’ di gente magari «last minute», come si verifica ormai dappertutto. Ma non saranno mai in grado di ragiungere le punte delle passate stagioni.


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