giovedì, Luglio 25, 2024
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Allo studio anche la possibilità di sgravare le imposte per chi dà in comodato gratuito le seconde abitazioni ai figli. Il sindaco Vedovelli: «Ci siamo riusciti aumentando le aree fabbricabili»

Sparisce l’Ici sulla prima casa

Dal 2008 scomparirà l’Ici per la prima casa. L’annuncio, fatto in anteprima nel bel mezzo di un Consiglio comunale dal sindaco Giorgio Passionelli, è stato di quelli forti. Il primo cittadino, conti alla mano, ha illustrato come sia possibile fare scomparire la tassa più odiata dai proprietari di prima abitazione e quali siano le «intenzioni della amministrazione relativamente alla politica fiscale». «A Torri», ha specificato, «dal 2003 al 2005 la tendenza alla detassazione sulla prima casa è stata assai evidente. Il Comune è passato da un introito di 240mila euro nel 2003 ad appena 131mila euro nel 2005. Le prime case, escluse le pertinenze quali garage o altro, a Torri sono all’incirca 700 a fronte di circa 3100 seconde abitazioni, 1400 negozi e 240 tra alberghi, bar, ristoranti. Quindi, 4740 sono gli immobili che non sono classificati come prima casa su cui si applicano le aliquote Ici diverse da quella del 4 per mille.«Già l’amministrazione Vedovelli», ha illustrato ancora il primo cittadino, «aveva portato dal 4.5 al 4 l’aliquota per la prima casa, la minima possibile, nel 2003. Noi, poi, abbiamo aumentato la detrazione da 105 a 200 euro, la più alta della provincia di Verona, se si esclude Lazise, che però ha l’aliquota ancora al 4,5 per mille».Il risultato della maggiore detrazione, e cioè la fotografia della situazione attuale, l’aveva già data l’assessore al bilancio Alessandra Marconi: «a Torri il 41 per cento dei contribuenti proprietari di prima casa non paga l’Ici su questo immobile, mentre il 58 del totale ha visto ridursi l’imposta di almeno la metà». «Chi non pagava l’Ici nel 2004 era appena il 13 per cento», ha specificato ancora il sindaco, «quindi abbiamo fatto già un bel salto in avanti in questi ultimi due anni». Ma non è tutto. Ecco infatti la agognata «ricetta» per fare scomparire dalla faccia della terra torresana l’Ici per i proprietari di prima casa.«Il gettito complessivo del 2005», hanno continuato dal municipio, «è stato di 2 milioni e 60mila euro, di cui solo 131mila euro derivano dalle prime case. Circa la stessa cifra verrà incassata, nel 2007, dalle aree fabbricabili, cioè i terreni su cui si possono costruire case o, diciamolo chiaramente, su cui si possono fare eventuali speculazioni edilizie, compravendite ed altro del genere. Di recente abbiamo raddoppiato il valore di queste aree, senza però toccare la relativa aliquota, ferma al 6.5 per mille. Quindi, nel 2007, l’incasso per il Comune dovrebbe essere il doppio dell’anno precedente ed andrebbe quindi esattamente a coprire quanto deriverebbe dall’Ici sulle prime case». Insomma: una penalizzazione, peraltro inevitabile, per chi è proprietario di terreni fabbricabili ed un vantaggio per i proprietari di prime case dato che «dal 2008 metteremo la detrazione uguale al valore dell’imposta stessa quindi l’Ici sulla prima casa scomparirà».Novità positive potrebbero arrivare anche per i proprietari di seconde case. «È nostra intenzione», ha anticipato ancora Passionelli, «fare degli sgravi anche per i proprietari di seconde case che volessero dare in comodato gratuito, o in affitto, le dimore ai figli. Se questi ultimi diventeranno residenti a Torri cercheremo di agevolarli». Infine, un’ultimo provvedimento da sottolineare sempre in materia fiscale: l’amministrazione, in una delle ultime sedute consiliari, ha aumentato del 30 per cento la tassa per la concessione del suolo pubblico e dei plateatici ma con una formula particolare. Per la prima volta infatti viene messo in atto il tentativo di favorire i gestori di bar, pizzerie, negozi ed attività commerciali che decidono di tenere aperto il loro locale per almeno nove mesi l’anno. Se, in generale nel 2007, la Cosap aumenterà del 30per cento, per chi invece terrà aperto per nove mesi l’anno scatterà una riduzione del 30per cento, e quindi il costo complessivo resterà invariato, mentre per chi aprirà per 10 o più mesi l’anno scatterà una diminuzione del 40 per cento, e cioè un risparmio del 10 rispetto a quanto pagato nel 2006. Basterà questa misura a incentivare l’apertura dei negozi e delle attività commerciali, in modo da rivitalizzare il centro lacustre anche nei mesi distanti dalla stagione turistica?

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