venerdì, Aprile 12, 2024
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Il Comune scrive a Venezia per rivedere la destinazione del pontile voluto per portare i turisti a Gardaland. «Attracco naturalistico e per le emergenze»

Stop ai traghetti diretti ai Ronchi

La soluzione per l’attracco dei Ronchi potrebbe arrivare da un suo utilizzo naturalistico. Questa almeno l’intenzione dell’amministrazione locale che, senza commentare precedenti e diverse visioni prospettate dalla Regione, abbandona definitivamente l’idea di portare i turisti a Gardaland in traghetto. Proprio per questo, ancora nel 2003 e con tanto di taglio del nastro voluto dal parlamentare Aldo Brancher, il pontile era stato inaugurato. Solo che i traghetti di Navigarda hanno potuto attraccarvi ben poche volte. Il sito, infatti, è tra i più sensibili ai livelli del lago e in caso di acqua bassa diventa impraticabile.Del resto la stessa Navigarda sembra non troppo preoccupata di un eventuale cambiamento di rotta. Commenta infatti Marcello Coppola, direttore dell’azienda di trasporti: «L’attracco lo abbiamo usato qualche volta anche la scorsa estate, per noi del resto è solo una delle tante fermate lungo la linea, se ce la toglieranno non faremo che cancellarla dagli orari». Tornando al Comune, è disposto ad acquisire dalla Regione il pontile. Il parere favorevole all’operazione è stato espresso dalla Giunta, che lo ha già trasmesso a Venezia. Nel documento gli amministratori esprimono l’intenzione a cambiare la destinazione della struttura e di renderla funzionale al progetto di tutela ambientale e valorizzazione di un’area che l’Europa ha individuato come sito di interesse comunitario (Sic) e zona di protezione speciale (Zps).Motivo di questa speciale classificazione la presenza dei canneti e di numerose specie di fauna selvatica. Non a caso la Commissione europea era intervenuta aprendo una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia proprio per la realizzazione del pontile in una zona di tale pregio naturale. «L’operazione pontile rientra in quella progettazione che ci ha portato a rivedere lo sviluppo della fascia lago del nostro territorio», spiega Fausto Scappini, assessore all’Urbanistica. «Siamo intervenuti sulla variante lago approvata dai nostri predecessori e che prevedeva 6.500 nuovi vani turistici, nonostante le indicazioni di tutela ambientale».Nel 2004 l’amministrazione approvò in consiglio comunale la delibera con cui venivano rivisti tutti gli interventi sulla zona a lago. «Non abbiamo solo ridotto e di molto la volumetria prevista, ma è stata annullata la previsione del precedente piano regolatore che inseriva in quel contesto un grande porto», sottolinea Scappini, «che avrebbe tolto di mezzo tutti i canneti esistenti. Abbiamo deciso di portare a 50 ettari la dimensione del parco naturale del lago che intendiamo realizzare».In questo contesto gli amministratori castelnuovesi hanno inserito anche il pontile dei Ronchi. «È stato realizzato nel 2003 con il concorso di Comune, Regione, Società di gestione governativa dei laghi e Gardaland: questo pontile, infatti, avrebbe dovuto favorire gli spostamenti via acqua dei turisti e alleggerire il traffico stradale. Purtroppo, però, l’opera non è mai decollata e l’unico risultato ottenuto è stato quello, appunto, della procedura di infrazione aperta dall’Europa». «Di qui la nostra proposta», spiega l’assessore all’Urbanistica, «di promuovere, da parte dell’ente proprietario, una diversa destinazione del pontile in modo da renderlo compatibile con la presenza del Sic e della Zps: potrebbe servire ad esempio come punto di attracco solo dei mezzi di emergenza, della navigazione senza motore e per l’osservazione del canneto e del Sic basso Garda».Se la Regione accetterà la proposta, Castelnuovo si rende disponibile, recita la delibera di Giunta, «a valutarne l’acquisizione, purché ciò avvenga a un valore concordato o, in subordine, a proporre l’eventuale cessione del pontile al Comune di Castelnuovo del Garda a titolo di partecipazione regionale alla realizzazione del parco naturale».

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