giovedì, Giugno 13, 2024
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La pubblica Amministrazione di Manerba ha inserito nel bilancio comunale 800mila euro per un nuovo centro visitatori

Storia e panorama in vetta alla Rocca

La pubblica Amministrazione di Manerba ha inserito nel bilancio comunale 800mila euro per un nuovo centro visitatori, con annesso museo archeologico, alla Rocca di Manerba. Lo sperone roccioso dal profilo dantesco (formatosi nel Terziario ed eroso e levigato dalle glaciazioni) è stato oggetto negli ultimi anni di intensi scavi che hanno messo in luce le fortificazioni medievali che coprivano la cima della Rocca e, a giudicare dai resti, dovevano essere veramente imponenti. Il sito presenta valenze ambientali, paesistiche e storico-archeologiche di grande interesse. Le sue origini sono antichissime; la leggenda vuole che qui sorgesse un tempio dedicato a Minerva. Nell’alto Medioevo questa fortezza era una delle più munite di tutto il lago e qui, nel 776, i Longobardi si difesero strenuamente per due anni dalle truppe franche di Macario, duca del Friuli. Nel 1313 i Guelfi vi trovarono riparo contro i Ghibellini. In seguito la Rocca passò agli Scaligeri, ai Visconti ed infine ai veneziani, che nel 1787 decisero di radere al suolo il castello posto sulla sommità dello sperone per evitare che ospitasse bande di briganti. Quel che resta delle antiche fortificazioni è reso leggibile al visitatore tramite appositi pannelli informativi. Non c’è bisogno di alcuna spiegazione, invece, per godere dello splendido panorama che dalla sommità della Rocca si apre su tutto il Garda, punto panoramico di grande effetto e di facile accessibilità. Dalla vetta uno stretto sentiero scende attraverso la vegetazione, lungo un crinale che porta al precipizio sul lago e giunge fino alla spiaggia dove, nel cosiddetto “Riparo Valtenesi”, sono stati trovati resti di un insediamento collocabile verso la metà del V millennio avanti Cristo, probabilmente frequentato come stazione stagionale per la pesca. In quest’area sono stati rinvenuti numerosi reperti e una necropoli con 6 tombe collettive del II millennio a.C.

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